April 9, 2010 / 6:54 AM / 9 years ago

Kirghizistan, il nuovo leader: non ci sarà guerra civile

BISHKEK (Reuters) - La nuova leadership del Kirghizistan ha detto di avere il controllo delle forze armate e che farà di tutto per impedire una guerra civile nel paese centroasiatico che ospita basi aree sia russe che americane.

8 aprile 2010, governo ad interim del Kirghizistan. REUTERS/Vladimir Pirogov

Roza Otunbayeva, che guida un governo provvisorio finora riconosciuto solo dalla Russia, ha offerto al presidente Kurmanbek Bakiyev un salvacondotto per uscire dal paese, dopo avere accusato i sostenitori di quest’ultimo di alimentare una risposta violenta alla rivolta che lo ha detronizzato.

“Abbiamo sufficienti risorse, capacità e tutto il sostegno popolare di cui abbiamo bisogno”, ha detto Otunbayeva. “Tutte le forze armate sono sotto il nostro controllo”.

“Faremo il possibile per evitare la guerra civile”, ha aggiunto.

Otunbayeva ha guidato l’opposizione a Bakiyev nella sommossa di mercoledì scorso che ha lasciato sul terreno almeno 75 morti, portato l’ex repubblica sovietica più vicino a Mosca e sollevato dei dubbi sul futuro della base aerea Usa di Manas, uno snodo vitale per le operazioni della Nato in Afghanistan.

“Bakiyev ha la possibilità di lasciare il paese”, ha detto il nuovo leader ai giornalisti. “Garantiremo la sua sicurezza personale, se darà le dimissioni”.

La base Usa di Manas ha ripreso oggi a funzionare normalmente, come ha detto un portavoce, dopo avere tagliato diversi voli a causa delle violenze nella vicina capitale Bishkek.

Ma al personale non è stato ancora consentito di lasciare la base, come ha riferito il Comando centrale Usa a Washington.

Il Pentagono sostiene che Manas ha un ruolo centrale nella guerra contro i talebani, in quanto è possibile volare dalla base in tutte le ore del giorno e della notte da e per l’Afghanistan e solo il mese scorso sono transitati 50.000 soldati. Ma la nuova leadership kirghiza ha detto che potrebbe accorciare i tempi dell’affitto agli americani.

Il premier russo Vladimir Putin si è affrettato ad offrire aiuto ai nuovi governanti, secondo i quali Mosca ha dato loro sostegno nella rivolta che ha scacciato Bakiyev.

La sommossa è nata in un clima di profondo scontento per la corruzione, il nepotismo e il crescente aumento dei prezzi dei servizi essenziali. Il 40% del pil del Kirghizistan proviene dalle rimesse degli 800.000 kirghizi che lavorano in Russia.

Bakiyev è fuggito nel sud del paese, dove può contare su uno zoccolo duro di sostenitori nelle regioni di Osh e Jalalabad, mentre le sue forze di sicurezza hanno sparato sui dimostranti che assediavano mercoledì scorso gli edifici governativi della capitale.

Gruppi di vigilantes organizzati dal governo autoproclamato hanno passato la notte a fermare i saccheggiatori per riportare la calma a Bishkek.

“E’ tornata la calma nella capitale. Nessuno è morto durante la notte”, ha detto il portavoce del ministro degli Esteri ad interim Abdykalyk Ismailov.

— Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below