April 4, 2010 / 9:23 AM / 9 years ago

Pedofilia, cardinale Sodano: polemiche sono "chiacchiericcio"

CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) - I fedeli sono con Benedetto XVI e non daranno credito al “chiacchiericcio”, cioè alle critiche a Chiesa e Pontefice per la gestione dello scandalo dei preti pedofili.

Papa Benedetto XVI abbraccia il cardinale Angelo Sodano. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo ha detto oggi il cardinale Angelo Sodano in occasione della messa pasquale in piazza San Pietro, in un gesto che esula dal protocollo e che ha scosso le vittime degli abusi.

“E’ con lei il popolo di Dio, che non si lascia impressionare dal ‘chiacchiericcio’ del momento, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti”, ha detto il decano del Collegio cardinalizio ed ex segretario di Stato vaticano rivolgendo al Papa gli auguri di buona Pasqua.

Più tardi, nella benedizione “Urbi et Orbi”, Benedetto XVI ha toccato una serie di problemi internazionali ma non la questione degli abusi.

“VITTIME NON DOVREBBERO ESSERE INSULTATE”

“Le vittime cercano consolazione e guarigione e non dovrebbero essere insultate e sentirsi dire che le loro parole sono chiacchiericcio”, ha detto a Reuters Barbara Blaine, una dei leader di Snap, la Rete sopravvissuti agli abusi dei preti, che ha sede negli Stati Uniti.

Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha accusato i media di tentare “ignobilmente” di macchiare a tutti i costi il leader della Chiesa cattolica.

Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere sul Pontefice o sull’intera Chiesa.

PREDICATORE SI SCUSA CON EBREI

Intanto il predicatore personale di Benedetto XVI, padre Raniero Cantalamessa, si è scusato con gli ebrei per aver paragonato gli attacchi al Papa e alla Chiesa per i sacerdoti pedofili all’antisemitismo.

“Se, contro ogni mia intenzione, ho urtato la sensibilità degli ebrei e delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e ne chiedo scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri”, ha detto il frate cappuccino in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera.

Nell’omelia per la celebrazione del Venerdì santo presieduta da Benedetto XVI, il predicatore della Casa pontificia ha letto una lettera ricevuta da un amico ebreo che tracciava un paragone fra antisemitismo e attacchi mediatici al Pontefice.

Un accostamento che ha urtato profondamente le comunità ebraiche e che il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ieri in un’intervista ha definito “osceno” e offensivo per le vittime degli stessi abusi.

Al Corsera, padre Cantalamessa spiega che il suo amico ebreo “non si riferisce all’antisemitismo della Shoah: intendeva - e mi pare che lo dica chiaramente - ‘l’uso dello stereotipo e il facile passaggio dalla colpa individuale a quella collettivà più che come effettiva persecuzione”.

Il predicatore sottolinea poi che “il Papa non solo non ha ispirato ma, come tutti gli altri, ha ascoltato per la prima volta le mie parole durante la liturgia in San Pietro”.

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