March 1, 2010 / 7:20 AM / 10 years ago

Sciopero immigrati, migliaia in piazza in tutta Italia

MILANO (Reuters) - Numerose manifestazioni si sono tenute oggi in tutta Italia per il primo “sciopero” degli immigrati, proclamato da un gruppo di attivisti italiani e stranieri per sottolineare l’importanza degli immigrati in Italia e in Europa come risorsa nel mondo del lavoro, e non solo.

Un immigrato. REUTERS/Stringer

Ad accomunarle, il lancio di palloncini biodegradabili gialli, il colore simbolo della protesta.

“Lo abbiamo scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare”, hanno spiegato gli organizzatori del comitato Primo Marzo sul sito www.primomarzo2010.it.

A Roma, nel pomeriggio, un corteo delle reti antirazziste è giunto fino in piazza Vittorio Emanuele, mentre a Milano si è tenuto un raduno in piazza Duomo. Manifestazioni si sono svolte anche a Trento, Genova, Brescia, Napoli, Perugia, Bologna, Bergamo, Firenze, Venezia, Bari, Bolzano, Oristano, Reggio Calabria.

A Siracusa e Catania è stato organizzato un “pellegrinaggio” nei luoghi del caporalato nella campagna attorno a Cassibile.

APPORTO MIGRANTI DETERMINANTE

L’intenzione del comitato di coordinamento — ispiratosi al movimento francese “La journée sans immigrés: 24h sans nous”, che ha indetto uno sciopero nello stesso giorno — era di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire agli italiani quanto sia determinante “l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società”.

Secondo i dati Istat, gli stranieri in Italia sono circa quattro milioni.

“Vogliamo stimolare una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via”, hanno spiegato gli organizzatori, che sul sito hanno però ricevuto anche critiche da chi non la pensa come loro.

L’argomento è diventato di particolare attualità dopo i fatti di Rosarno del gennaio scorso: i tre giorni di scontri fra immigrati, forze dell’ordine e abitanti seguiti al ferimento di alcuni stranieri da parte di persone non identificate hanno evidenziato quanto sia ancora ampia la distanza tra migranti e cittadini italiani.

Il comitato Primo marzo — a cui hanno aderito sindacati autonomi, associazioni e partiti politici — ha spiegato nel proprio manifesto di essere composto da persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico.

“Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano”.

“ Siamo consapevoli dell’importanza dell’immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione”.

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