February 25, 2010 / 7:19 AM / 10 years ago

Mills, Cassazione annulla condanna per prescrizione

di Roberto Landucci

Le foto dell'avvocato britannico David Mills e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. REUTERS/Stephen Hird/Tony Gentile/Files

ROMA (Reuters) - La Cassazione ha annullato stasera per intervenuta prescrizione la condanna dell’avvocato britannico David Mills a quattro anni e mezzo per corruzione giudiziaria, inflittagli in primo e secondo grado a Milano per avere ricevuto del denaro per conto del premier Silvio Berlusconi per la sua testimonianza reticente in due processi.

Ci si attende che il verdetto emesso stasera dalla Suprema Corte convocata a sezioni unite avrà un impatto diretto, accorciandone i tempi di prescrizione, sul processo “gemello” in cui il premier è imputato in primo grado a Milano, che riprenderà dopodomani.

“E’ andata bene - ha detto il difensore di Mills, l’avvocato Alessio Lanzi, subito dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente Torquato Gemelli - perché venivamo da una sentenza di condanna per una pena non trascurabile”.

Le sezioni unite, in un sintetico foglietto distribuito dopo la lettura del dispositivo, rispondendo alla questione di diritto avanzata dalla difesa hanno scritto che la qualificazione del reato è corruzione giudiziaria. Quindi a motivare la dichiarazione di intervenuta prescrizione pare essere, non la derubricazione dell’imputazione, ma la retrodatazione della consumazione del reato all’11 novembre 1999, come chiesto oggi dal procuratore generale, anziché al 29 febbraio 2000 come assunto dai giudici milanesi.

“Al 90% è come ha detto il procuratore generale”, ha detto l’avvocato Lanzi a una domanda sulle possibili motivazioni della sentenza della Suprema Corte, facendo riferimento all’intervento del Pg che a sorpresa oggi aveva chiesto l’annullamento per prescrizione.

Con la dichiarazione di intervenuta prescrizione per la retrodatazione di oltre tre mesi del reato — lo stesso per Mills e Berlusconi, l’uno nella veste di presunto corrotto, l’altro in quella di presunto corruttore — la conseguenza per il procedimento a carico del premier è che la prescrizione nel suo caso scatterà fra circa 12 mesi, considerando il periodo in cui il suo processo è stato “congelato” (con interruzione della maturazione dei tempi di prescrizione) per effetto del Lodo Alfano.

Non abbastanza perché già nella prossima udienza possa venir dichiarata la “morte” del processo, ma abbastanza per la certezza di non poter arrivare alla fine di tre gradi di giudizio.

Quella di Mills e Berlusconi appare quindi oggi una vittoria ai punti, sulla traccia dello schema delineato oggi dal Procuratore generale: la Corte di Appello ha sbagliato a dire che il reato è stato consumato quando Mills ha intascato materialmente i 600.000 dollari, ma la corruzione va individuata prima, nel momento in cui gli fu comunicato che la somma era entrata nella sua disponibilità.

D’altra parte, i giudici di Milano — ha detto il Pg e hanno confermato nella breve nota le Sezioni unite di Cassazione — hanno fatto bene a non derubricare il reato da corruzione in atti giudiziari a corruzione semplice; un’ipotesi che se fosse stata accolta oggi, avrebbe potuto comportare la prescrizione immediata anche del processo a Berlusconi.

LEGALE BERLUSCONI: PM MILANO VINCE BATTAGLIE, NON GUERRA

Soddisfazione per la sentenza della Suprema corte emerge comunque dall’avvocato Piero Longo, senatore del Pdl e legale di Berlusconi.

“Oggi sicuramente il pm non è soddisfatto, vince le battaglie ma non la guerra”, ha detto Longo riferendosi al sostituto procuratore milanese Fabio De Pasquale, che è pubblico ministero anche nel processo stralcio al premier.

“E’ prematuro fare commenti su una sentenza della Cassazione di cui non conosco le motivazioni - ha aggiunto Longo - in ogni caso quel che ha deciso la Suprema Corte riguarda solo Mills e non anche Berlusconi. Succede spesso che ci siano sentenze difformi da quelle delle sezioni unite della Cassazione”.

Tornando alla sentenza della Cassazione, i supremi giudici stasera hanno confermato che Mills dovrà pagare il risarcimento di 250.000 euro riconosciuto dai giudici milanesi alla Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile. La prescrizione, aveva detto oggi in aula il Procuratore generale, non può avere gli stessi effetti di una assoluzione per quanto riguarda la responsabilità risarcitoria dell’imputato.

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