January 27, 2010 / 10:46 AM / 10 years ago

Mafia, sequestrati 550 milioni al "cassiere dei clan"

Matteo Messina Denaro in un identikit diffuso dalle forze dell'ordine nell'aprile 2007. REUTERS/Italian State Police Scientific Laboratory-Handout (ITALY).

MILANO (Reuters) - La Direzione investigativa antimafia e il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo hanno sequestrato oggi beni per un valore complessivo di oltre 550 milioni di euro - riconducibili al super ricercato Matteo Messina Denaro - all’imprenditore agrigentino Rosario Cascio, considerato “il cassiere” della mafia.

Un’operazione che secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano si è resa possibile grazie “all’inasprimento del meccanismo delle misure di prevenzione adottato” dal governo e che toglierà “linfa vitale alla latitanza di Messina Denaro”.

Cascio, spiega una nota delle Fiamme Gialle, è già stato condannato a sei anni di carcere con sentenza definitiva nell’ambito del processo “Mafia e appalti” per associazione a delinquere di stampo mafioso e nel 2008 è stato nuovamente arrestato “poiché ritenuto responsabile di avere partecipato a un sodalizio criminoso, organico a cosa nostra, al fine di acquisire il controllo di attività economiche e realizzare ingiusti vantaggi e profitti dal 1994 al 2008”.

Secondo gli inquirenti, Cascio avrebbe gestito attività economiche, lavori in subappalto e interessi imprenditoriali per conto di esponenti dei clan, assicurandosi il controllo monopolistico del mercato del calcestruzzo e del movimento terra, grazie a prezzi concorrenziali e intimidazioni.

La nota spiega che Cascio ha avuto rapporti anche con Filippo Guttadauro, “indiziato mafioso”, fratello del reggente del mandamento mafioso di Brancaccio e marito della sorella del supericercato Messina Denaro.

Il sequestro di oggi ha riguardato società operanti nel settore del commercio degli inerti, del calcestruzzo e degli appalti, beni mobili e immobili ed “è il risultato di articolate indagini economiche e patrimoniali” svolte su Cascio e sulle società a lui riconducibili nell’arco degli ultimi trent’anni.

La nota aggiunge che sono stati sottoposti a sequestro preventivo 15 tra ditte individuali e società di capitali operanti prevalentemente nel settore edilizio — intestatarie, tra l’altro, di 200 appezzamenti di terreno nelle province di Trapani e Agrigento; 90 fabbricati (appartamenti, magazzini e autoparchi), 9 stabilimenti industriali, tra cui diversi silos nel Porto di Mazara del Vallo; 120 automezzi (autovetture, pale meccaniche, camion, escavatori, ecc.) — oltre a 60 appezzamenti di terreno nelle province di Trapani ed Agrigento; 80 fabbricati (ville, appartamenti, palazzine, autorimesse e magazzini) in provincia di Trapani ed Agrigento; 50 veicoli di differenti cilindrate; una imbarcazione da diporto direttamente riconducibili a Cascio e sua moglie.

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