January 11, 2010 / 3:29 PM / 9 years ago

Pdl avanti su giustizia, Berlusconi: leggi ad libertatem

ROMA (Reuters) - La maggioranza si impegna ad andare avanti sulla riforma costituzionale della magistratura, rilancia sul processo breve, da domani al Senato, così come sul legittimo impedimento, ma tiene nel cassetto il ddl costituzionale sul lodo Alfano bis, per ora.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano. REUTERS/ Dario Pignatelli

Questa è la rotta sulla giustizia decisa oggi da un vertice tra Pdl e Lega Nord presieduto dal premier Silvio Berlusconi — al suo primo appuntamento romano, a casa sua, dopo l’aggressione di dicembre a Milano. E’ lo stesso Berlusconi, entrando a palazzo Grazioli a dare la prima coordinata, in risposta al segretario del Pd che ha rifiutato il suo sostegno a leggi “ad personam”, quelle studiate per risolvere le pendenze giudiziarie del premier.

“Non voglio più parlare di queste cose. Sono leggi ad libertatem e mi indigno soltanto a sentire queste cose e non voglio indignarmi. Bisogna pensare a fare le riforme”, ha detto Berlusconi.

Dopo circa due ore di discussioni tra i massimi dirigenti di Pdl e Lega e dei loro esperti in giustizia, in cui spiccava però l’assenza del presidente della Camera Gianfranco Fini oltre a quella di Umberto Bossi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano si è presentato ai cronisti per dire: “Abbiamo deciso di andare avanti sulla riforma della giustizia e partiranno un numero di incontri all’interno della coalizione per definire il testo di riforma costituzionale, la grande riforma costituzionale della giustizia da sottoporre al dibattito parlamentare”.

“Pensiamo che il lavoro avrà tempi rapidi. Intanto andiamo avanti con i lavori, i progetti di legge calendarizzati che sono all’ordine del giorno di Camera e Senato” ovvero processo breve e legittimo impedimento, ha spiegato Alfano.

Entro un mese — ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Donato Bruno al termine della riunione — il governo presenterà un disegno di legge costituzionale sulla riforma degli ordini della magistratura e Csm, per sancire la separazione delle carriere tra pm e giudici.

Ma già domani si entra nel vivo, con il debutto in aula al Senato del ddl sul processo breve — criticato da Csm, magistrati e avvocati penalisti che oggi hanno protestato con uno sciopero — in una versione riveduta e corretta che “accoglie molte critiche giunte dall’opposizione”, ha detto il presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Filippo Berselli del Pdl.

In aula il relatore di maggioranza presenterà alcuni emendamenti che allungano i tempi di prescrizione di alcune tipologie di processi rispetto alla versione originaria, ma formulano una norma transitoria che preserva il colpo di spugna ai due processi in cui è imputato a Milano Berlusconi.

Parallelamente alla Camera prosegue il suo iter una proposta di legge sul legittimo impedimento, che dispone l’impossibilità per il premier di partecipare ai suoi processi in ragione dei suoi uffici.

Sul fronte delle leggi costituzionali, che hanno tempi di approvazione più lunghi di quelle ordinarie e possono sfociare in un referendum, la maggioranza sembra intenzionata a non presentare un Lodo Alfano bis, puntando sulla parziale reintroduzione dell’immunità parlamentare.

Quest’ultimo disegno di legge — secondo il quale il pm, terminate le indagini preliminari su un parlamentare, deve ottenere il via libera della camera di appartenenza per andare avanti — ha una facciata bipartisan, dato che è stato depositato al Senato da una parlamentare del Pd, Franca Chiaromonte, e da uno del Pdl Luigi Compagna.

“Su Lodo Alfano bis o immunità decideremo più avanti anche sulla base dell’atteggiamento che terrà l’opposizione”, ha detto Gaetano Quagliariello, vicepresidente del Pdl al Senato.

Dalla sponda dell’opposizione non vengono però segnali di distensione verso leggi che vengono lette unicamente come provvedimenti “salva-Berlusconi”.

“Sarebbe questa la prima mossa del “partito dell’amore”? Andando avanti a testa bassa sui suoi provvedimenti il governo sa bene che mette a repentaglio una discussione di sistema sulle riforme istituzionali, ivi compreso il rapporto tra Parlamento e magistratura”, ha detto Bersani in una nota.

“La nostra disponibilità è quella dichiarata più volte: si sospendano i provvedimenti che governo e maggioranza hanno annunciato e si discuta subito dell’ammodernamento del nostro sistema”.

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