January 3, 2010 / 8:50 AM / 9 years ago

Bomba al Tribunale Reggio Calabria. Solidarietà da Napolitano

Immagine d'archivio di un'operazione dei carabinieri in Calabria. REUTERS/Antonino Condorelli (ITALY)

LOCRI (Reuters) - Un ordigno rudimentale è esploso alle prime ore di oggi a pochi metri dal Tribunale di Reggio Calabria, in piazza Castello, in pieno centro città, danneggiando gravemente il portone di accesso all’edificio che ospita gli uffici della Procura Generale, ma non provocando feriti.

Lo hanno riferito i carabinieri della città calabrese, aggiungendo che l’ordigno era composto da una bombola del gas con dell’esplosivo sopra e che non ci sono stati danni a persone, perché al momento dell’esplosione non c’erano passanti in zona.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - fa sapere una nota del Quirinale - appresa la notizia dell’attentato “ha espresso ai capi degli uffici requirenti della città la sua solidarietà e la vicinanza del Paese a tutti i magistrati reggini”.

I carabinieri hanno sequestrato i resti dell’ordigno per accertamenti, mentre in Prefettura si è svolto un vertice del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza alla presenza dei vertici giudiziari e delle forze dell’ordine. Una fonte investigativa ha detto a Reuters che le telecamere di servizio hanno filmato due uomini — irriconoscibili perché indossavano il casco — scendere da un motorino e collocare l’ordigno.

La fonte ha detto che l’ipotesi più accreditata dagli investigatori riguarda il coinvolgimento della ‘ndrangheta nell’attentato.

Il capo dello Stato, si legge ancora nel comunicato del Quirinale, “ha manifestato il convinto apprezzamento e il forte incoraggiamento alla tenace azione, assieme alle forze dell’ordine, di contrasto della criminalità, assicurando il pieno sostegno delle istituzioni”.

Intanto ieri sera nell’ospedale di Locri la polizia ha trovato nascosta in un cassetto nel reparto di medicina generale una pistola carica, che gli investigatori ritengono dovesse servire per un agguato all’interno del nosocomio.

All’ospedale di Locri, più volte commissariato per mafia negli ultimi anni, aveva a lungo lavorato come medico Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso a colpi di postola a Locri nel 2005.

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