December 21, 2009 / 7:10 PM / 9 years ago

Meredith, difensori Guede: cercate vero colpevole

PERUGIA (Reuters) - Ultime battute al processo d’appello in corte d’Assise a Perugia contro Rudy Herman Guede, il giovane ivoriano accusato di concorso in omicidio insieme ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per la morte, due anni fa, della studentessa britannica di Meredith Kercher.

Oggi la difesa di Guede ha chiesto alla corte di cercare “non un colpevole, ma il colpevole”.

Guede è stato già condannato in primo grado, con rito abbreviato, alla pena di trent’anni di reclusione. Anche Knox e Sollecito sono stati condannati nel primo grado del processo parallelo, conclusosi all’inizio di dicembre, rispettivamente a 26 e 25 anni. Oggi è il giorno delle arringhe difensive dopo la relazione dell’avvocato di parte civile, della famiglia Kercher, Francesco Maresca, mentre per domani sono previste le repliche e la camera di consiglio che, nella stessa giornata, potrebbe produrre la sentenza.

L’avvocato Maresca ha ribadito la complicità di Rudy nell’omicidio la notte tra il primo e il due novembre del 2007, in via della Pergola, a Perugia, ha “escluso” l’ipotesi del ruolo di “spettatore di Rudy, di un omicidio compiuto da altri”.

Quanto al rapporto tra gli imputati - quindi tra Rudy, Raffaele ed Amanda - Maresca ha detto che il “difetto di conoscenza tra loro” avanzato dalle difese, non può tradursi in un “difetto di programmazione del reato” e quindi in un “difetto nel concorso in omicidio”. Maresca insomma ha sostenuto che l’assenza di un legame di amicizia tra gli imputati non può condurre all’innocenza di Rudy poiché, trattandosi di “dolo di impeto, la programmazione e la premeditazione del reato non interessa”.

L’omicidio è avvenuto attraverso una escalation di violenza. Si è deciso il piano criminoso soltanto quando i tre imputati erano già entrati dentro casa, e non prima. Non è quindi necessaria una conoscenza tra di loro”, ha concluso Maresca.

Nicodemo Gentile, uno degli avvocati di Rudy, ha provato per primo a smontare il teorema accusatorio della procura, sostenuto, in sede d’appello, dal procuratore generale Pietro Maria Catalani, che ha chiesto la conferma della pena di primo grado per Rudy.

Gentile ha parlato di un processo di primo grado “nel quale sono saltate le regole a cui il giudice si sarebbe dovuto attenere”. Ha fatto riferimento all’imparzialità del giudice nel procedere a giudizio che, a suo avviso “non è stata garantita”.

“Il giudice di primo grado ha sposato una teoria accusatoria ed è stato privo di coraggio”,ha detto Gentile.

“Ma c’è un fatto ben più grave ovvero quello che il giudice ha effettuato una scalata in solitario per giungere alla verità, bocciando la teoria dell’accusa e della difesa. Ha preferito una terza via, tutta personale, che non ha tenuto conto delle posizioni a confronto nel processo, ovvero quelle dell’accusa e della difesa”, ha detto ancora Gentile. Quindi il difensore di Rudy è entrato nel merito del lavoro investigativo della procura perugina, parlando di “retromarcia” e di “cambi di versione da parte dell’accusa”.

“PROCESSO CONDIZIONATO MEDIATICAMENTE”

Secondo il legale della difesa, all’inizio la procura ha inquadrato il delitto in un festino dallo sfondo erotico, nel quale si parlava anche di fumetti manga e nel quale la striscia di sangue rinvenuta sulla parete era stata interpretata come un segno celtico, a cavallo tra la ricorrenza di Halloween e il due novembre.

Ma “a seguito delle relazioni delle difese che hanno smontato questa ipotesi, l’accusa, in fase di repliche, ha compiuto una retromarcia parlando di quell’incontro, in quella casa, non più come un festino, ma come ‘pressoché causale (ndr)’. Il giudice di primo grado ha comunque bocciato anche l’ipotesi accusatoria che vedeva Meredith a carponi mentre Rudy l’avrebbe trattenuta. Quindi tramontata l’ipotesi della violenza sessuale di gruppo, la procura ha sposato la nuova teoria dell’odio tra Amanda e Meredith come causa principale dell’omicidio”, ha continuato Gentile.

Il difensore ha parlato di un “processo condizionato mediaticamente fino al punto di fare accelerare verso la chiusura delle indagini, così da lasciare troppi interrogativi sospesi”.

Gentileha smentito l’ipotesi della violenza sessuale su Meredith, di cui ha voluto tracciare un profilo “differente”: “C’è chi sostiene che Meredith non si sarebbe mai avvicinata ad un tipo come Rudy, invece i fatti parlano di Meredith come una delle tante ragazze straniere che fanno una esperienza di studi all’estero e che amano divertirsi”.

“A Meredith come a tante altre giovani, piaceva bere, piaceva divertirsi, ha anche fumato qualche canna e, in alcune foto da lei stessa pubblicate su internet, in una sola serata ha abbracciato una quarantina di persone. Non capisco per quale motivo non avrebbe avuto una breve relazione con Rudy”.

L’avvocato ha concluso l’arringa chiedendo l’assoluzione per Rudy e,in caso di condanna “le attenuanti per la sua giovane età, per il fatto che è incensurato, perchè non ha nessuna relazione con l’arma del delitto e perchè sicuramente non ha commesso lui l’omicidio e perchè sono note le sue vicende” che l’hanno visto lontano dalla famiglia naturale.

“NON UN COLPEVOLE MA IL COLPEVOLE” Ha preso quindi la parola l’altro difensore Valter Biscotti che ha motivato la scelta del rito abbreviato con “la consapevolezza che il materiale raccolto dalla procura fosse sufficiente a provare l’innocenza di Rudy”. Ha poi parlato di “un processo caratterizzato da forti pressioni mediatiche accusatorie nei confronti di Rudy”. Ha anche raccontato “un episodio avvenuto in Cassazione”: “Nel mentre stavamo per esprimere le nostre relazioni il giudice ci ha detto che bisognava interrompere perchè c’erano dei diplomatici americani che facevano pressione per parlare con lui (ndr), un episodio a nostro parere inaccettabile”.

Biscotti ha continuato la sua arringa spiegando che Rudy ha sempre sostenuto di essere stato presente quella sera in casa di Meredith, “ma di non avere niente a che fare con la violenza sessuale e con l’omicidio di Meredith”. Ha anche detto che “la versione di Rudy è l’unica coincidente con le testimonianze credibili e che man mano che il processo va avanti sono tanti gli elementi che vengono fuori e che confermano la sua versione come l’unica verità sull’omicidio di Meredith. Una verità scomoda, difficile, a tratti apparentemente inspiegabile, ma è l’unica verità”, ha detto il difensore Biscotti che, rivolgendosi alla corte ha chiesto “un giudizio sereno, non condizionato da preconcetti ma teso alla riscoperta della verità che, né noi, né Rudy temiamo”.

“Va cercato il colpevole, non un colpevole, per questo vi chiediamo di assolvere Rudy”, ha concluso l’avvocato.

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