December 21, 2009 / 7:29 AM / 10 years ago

Auschwitz, ritrovata scritta: ladri non sono neo-nazi

VARSAVIA (Reuters) - La polizia polacca ha ritrovato la grande scritta di metallo derubata dall’ingresso dell’ex campo di concentramento nazista di Auschwitz e ha arrestato cinque persone sospettate del furto che ha causato deplorazione in tutto il mondo.

L'insegna "Arbeit macht frei" all'ingresso di Auschwitz, Oswiecim 18 dicembre 2009. REUTERS/Irek Dorozanski

Lo riferisce la polizia, aggiungendo che i cinque fermati non appartengono a gruppi neo-nazisti e hanno agito solo per motivi finanziari.

“Possiamo dire che nessuno dei cinque è membro di gruppi neo-nazi... il loro intento era il furto. Cercheremo di capire se si trattasse di un furto su commissione o se agivano per loro conto”, ha detto il capo della polizia di Cracovia durante una conferenza stampa.

La grande scritta, “Arbeit macht frei” (“Il lavoro rende liberi”), è stata tagliata in tre pezzi dopo essere stata rubata venerdì.

I cinque arrestati, di età compresa tra il 20 e i 39 anni e già noti alle forze dell’ordine per reati quali furti e aggressioni, sono stati portati alla stazione di polizia di Cracovia.

Alcuni gruppi ebraici hanno espresso soddisfazione per il ritrovamento della scritta.

“Il furto del simbolo di Auschwitz non è solo un atto di vandalismo. Si tratta di un crimine contro la memoria e il genere umano. I responsabili di questo assalto alla storia devono essere rapidamente puniti”, si legge in un comunicato del gruppo statunitense American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants.

Anche il presidente israeliano Shimon Peres si è complimentato con la polizia polacca per aver recuperato la scritta. Circa 1,5 milioni di persone, in maggioranza ebrei, morirono nel campo nazista nel sud della Polonia durante la Seconda guerra mondiale. I prigionieri che giungevano al campo passavano all’ingresso sotto la grande scritta, simbolo del tentativo nazista di rassicurare falsamente le proprie vittime prima di ucciderle.

Oltre 200 ettari dell’ex campo di concentramento sono diventati un museo dopo la fine della guerra.

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