December 15, 2009 / 11:05 AM / 10 years ago

Maroni: a cdm norme urgenti su manifestazioni e Web

Maroni in una foto d'archivio. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto oggi che intende proporre al prossimo consiglio dei ministri norme urgenti contro le contestazioni violente durante le manifestazioni e l’incitamento alla violenza sul Web, dopo l’aggressione subìta domenica scorsa dal premier Silvio Berlusconi in piazza Duomo a Milano.

“Porterò giovedì al consiglio dei ministri misure urgenti per garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere la propria attività in piena sicurezza”, ha detto ai giornalisti a Montecitorio.

“Le mie saranno proposte che il Consiglio dovrà discutere, perché è un terreno molto delicato che riguarda la libertà di espressione sul web e la libertà di esprimere il proprio pensiero anche contro altri in pubblico, purché in modo non violento”, ha aggiunto.

In precedenza, nel suo intervento nell’aula di Montecitorio, il capo del Viminale aveva detto che l’aggressione a Berlusconi è stata il frutto di “una pericolosa spirale emulativa” innescata dalla “campagna” contro il premier e ha detto che presenterà proposte per oscurare i gruppi “che inneggiano alla violenza” su Internet e attraverso i social network come Facebook.

“Si tratta di trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero e quella di manifestare la propria critica. Tutte queste sono norme che stiamo valutando alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni’’, ha aggiunto poi di fronte ai cronisti.

Da ieri Maroni sta puntando l’indice contro i gruppi nati sui social network inneggianti all’aggressore di Berlusconi, Massimo Tartaglia, citando “messaggi molto espliciti e violenti come, per esempio, ‘dieci, cento, mille Tartaglia’, ‘Grazie Massimo Tartaglia’ e su Youtube addirittura uno che diceva ‘A Natale si può fare di più’”.

Il giro di vite contro i gruppi online potrebbe essere abbinato a misure invocate dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per bandire dalle piazze italiane per legge “le contestazioni violente” nelle manifestazioni politiche.

La Russa — che da esponente dell’Msi negli anni 70 e 80 era difeso dalla polizia durante i suoi comizi a Milano per paura di scontri con i movimenti antifascisti — ha proposto che la norma che adesso punisce con la reclusione da uno a tre anni queste contestazioni soltanto nei 30 giorni della campagna elettorale per le politiche valga per sempre, “perché l’esercizio della libertà di parola va tutelato in ogni momento”.

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