December 14, 2009 / 3:52 PM / in 10 years

Processo breve, da Csm parere negativo: è "amnistia"

ROMA (Reuters) - Il plenum del Csm ha avallato il parere negativo sul disegno di legge sul processo breve approvato dalla sesta commissione la scorsa settimana, che ha bocciato il provvedimento perché contrario ai principi costituzionali del giusto processo.

Un'immagine d'archivio di un'aula di tribunale.REUTERS/Loris Savino

Nel parere odierno l’organo di autogoverno della magistratura — con due voti contrari e il resto favorevoli — ha parlato di un’”amnistia” per reati importanti, con riferimento ai processi in corso.

Il ddl, ora all’esame del Senato, prevede che il processo penale, sia pure con l’eccezione di alcuni reati, non possa durare oltre due anni per ogni grado di giudizio, pena la sua estinzione.

Se entrasse in vigore, sarebbero cancellati i due processi in corso a Milano che vedono imputato il premier Silvio Berlusconi, in quanto l’estinzione riguarda anche i processi già aperti in primo grado.

Il provvedimento, argomenta il Csm, non appare in linea con “il diritto consacrato dagli articoli 24 e 111 della Costituzione”, secondo i quali tutti possono agire in giudizio per tutelare i propri diritti in un processo giusto.

“La soluzione individuata nel disegno di legge predefinisce i tempi di durata dei gradi di giudizio, ma non garantisce che il processo pervenga ad una decisione di merito”, si legge nel parere del Csm.

Inoltre “depotenzia lo strumento processuale, attraverso il quale lo Stato esercita la pretesa punitiva ed irragionevolmente sacrifica i diritti delle parti offese”.

Un altro punto importante di frizione con la Costituzione il Csm lo individua nella norma transitoria, quella che, appunto, estende l’estinzione ai processi in corso.

Questo “si traduce nella cancellazione immediata e prematura dei dibattimenti interessati, i quali non erano stati tarati per potersi concludere entro il termine imposto”, prosegue il Csm.

“L’effetto che si potrà determinare assume i caratteri di un’inedita amnistia processuale con riferimento ad intere categorie di reato non prive di considerevole gravità”.

Infine, il Csm rileva che la scelta di riservare la possibilità dell’estinzione soltanto al giudizio di primo grado — tra quelli in corso al momento dell’entrata in vigore della legge —, lasciando fuori l’Appello e la Cassazione, genera “una inspiegabile disparità di trattamento” tra imputati.

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