November 25, 2009 / 12:47 PM / 10 years ago

Giustizia, Longo: Pdl pronto a rivedere concorso esterno mafia

ROMA (Reuters) - E’ allo studio una legge per tipizzare il concorso esterno in associazione mafiosa, ma sembra poco plausibile che il premier Silvio Berlusconi venga coinvolto con questa imputazione dalle procure che indagano sui legami tra mafia e politica negli anni 90, come riportato oggi da alcuni giornali.

Lo ha detto stamani a Reuters Piero Longo, avvocato del presidente del Consiglio e senatore del Pdl.

“Ci sono delle proposte in questo senso”, ha detto Longo, rispondendo alla domanda se i giuristi del Pdl stiano lavorando per definire con legge i contorni del concorso esterno in associazione mafiosa.

“Questo reato non esiste, ma è una creazione giurisprudenziale. a questo punto alcuni hanno pensato che, poiché si tratta ormai di diritto vivente, sia giunto il momento di tipicizzarne i contenuti, ponendo dei vincoli propri della tipicità”, ha aggiunto. “Cè anche questa proposta che giace in Parlamento”.

Il reato del concorso esterno non è contenuto nel codice penale, ma “vive” per effetto di alcune pronunce della Corte di Cassazione volte a colmare una lacuna legislativa — punire i comportamenti di una persona che, pur non facendo parte di un’associazione mafiosa, la facilita.

Alcune commissioni ministeriali di governi passati di destra e di sinistra avevano già lavorato in questo senso.

Longo ha però definito “illazioni giornalistiche” l’imminenza di un avviso di garanzia a Berlusconi per questo reato, in seguito alle dichiarazioni di un pentito, Gaspare Spatuzza, secondo cui la mafia avrebbe deciso di puntare sul Cavaliere come referente politico nella stagione delle stragi di mafia del 1992-93.

Diversi media hanno ipotizzato che la squadra di giuristi di Berlusconi stia cercando di limare con una norma ad hoc il concorso esterno proprio per mettere al riparo il premier da una nuova bufera giudiziaria.

Spatuzza sarà sentito il 4 dicembre dalla corte d’appello di Palermo che deve giudicare Marcello Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi e senatore del Pdl, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione proprio per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ma, ha avvertito Longo, “il meccanismo della comunicazione giudiziaria è qualcosa di diverso da come lo rappresentano i media. Io accuso lei di avere rubato una macchina e lei viene iscritto nel registro degli indagati per furto, poi iscriveranno me domani a titolo di calunnia, funziona così”.

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