23 ottobre 2009 / 07:35 / 8 anni fa

Ricatto con video a Marrazzo, governatore non lascia

ROMA (Reuters) - Il governatore del Lazio Piero Marrazzo ha detto di essere “amareggiato e sconcertato” per l‘inchiesta che ha portato ieri in carcere quattro carabinieri accusati di averlo ricattato minacciandolo di diffondere un filmato che lo ritrarrebbe in atteggiamenti privati. Ma che resterà al suo posto.

“Devo anche annunciare che, pur con grande amarezza, continuerò con serietà e determinazione il mio lavoro fino alla fine della legislatura”, ha detto Marrazzo leggendo la propria dichiarazione ai giornalisti fuori da Palazzo Chigi, “ci sono provvedimenti troppo importanti che devono essere portati avanti”.

Si tratta “di una vicenda surreale di cui sono vittima”, ha aggiunto Marrazzo, sottolineando che “non è la prima volta che si scatena contro di me un attacco che mi colpisce personalmente e politicamente”.

Il governatore ha concluso dicendo che, da questo momento in poi, della vicenda definita “un atto di una gravità inaudita” e “una barbarie intollerabile”, ne parleranno solo i suoi legali. Marrazzo ha infine ringraziato l‘Arma e la magistratura per il lavoro svolto.

Intanto domani si svolgeranno nel carcere romano di Regina Coeli gli interrogatori dei quattro carabinieri arrestati, alla presenza dei pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli, secondo quanto riferito da fonti giudiziarie.

“MAI PAGATO”

In un‘intervista al Corriere della Sera, Marrazzo nega inoltre di aver mai pagato somme di denaro per evitare la diffusione del video, di cui dice di aver appreso l‘esistenza solo indirettamente.

“Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l‘uomo Marrazzo per colpire il presidente Marrazzo”, aveva detto in precedenza il governatore del Pd, all‘indomani dell‘arresto, da parte dei carabinieri del Ros, dei quattro sottufficiali in servizio presso la Compagnia Trionfa­ le di Roma.

In carica dal 2005, Marrazzo lo scorso settembre ha dato la sua disponibilità a ricandidarsi alle elezioni regionali del 2010.

Per il generale Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri della capitale, i militari arrestati sono “quattro mele marce che abbiamo immediatamente scoperto e isolato dall‘istituzione alle quale non sono degni di appartenere”.

Secondo quanto riportano oggi i giornali, gli arresti sono scattati ieri, dopo che Marrazzo è stato interrogato. Gli inquirenti hanno dato il via all‘indagine dopo aver scoperto nell‘ambito di un‘altra inchiesta che qualcuno stava cercando di vendere un filmato sul governatore a una società televisiva.

“Nel corso di alcuni accertamenti sono emersi elementi di responsabilità sull‘attività illecita dei quattro militari. Per questo motivo, nel riferire immediatamente alla magistratura quanto stava avvenendo, i quattro sono stati sospesi dal servizio dell‘Arma dei carabinieri”, ha spiegato Tomasone.

Riguardo al video, il governatore ha detto al Corriere che “non mi è mai arrivato nulla, ho saputo che si parla dell‘esistenza di questo filmato, ma io posso dire che non mi è mai stato dato niente”.

“Io non ho mai pagato, nego di aver mai versato soldi”, ha detto inoltre Marrazzo al quotidiano di Via Solferino.

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