August 26, 2009 / 12:16 PM / 10 years ago

Giustizia, prove di dialogo fra governo a Csm sulla riforma

Una immagine di Palazzo dei Marescialli, la sede del Csm, a Roma, tratta dal sito ufficiale del Csm www.csm.it. REUTERS/HO

RIMINI (Reuters) - Prove di dialogo fra governo e Consiglio superiore della magistratura in vista del dibattito sulla riforma del processo penale e quella sulle intercettazioni che l’esecutivo vuole rilanciare con la ripresa autunnale, ma ancora si resta piuttosto vaghi sui contenuti.

L’occasione è stata un dibattito al Meeting dell’amicizia in corso a Rimini al quale hanno partecipato il ministro della Giustizia Angelino Alfano ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. I due si sono detti entrambi pronti al dialogo, ma sono rimasti lontani dai possibili contenuti della riforma, evitando di scoprire le carte di un confronto che in passato è stato particolarmente aspro.

“Avvieremo la stagione autunnale con una grande disponibilità al confronto sulla giustizia e una grande buona volontà. Vogliamo provare davvero a fare una riforma della giustizia che abbia il consenso più largo possibile”, ha detto Alfano sottolinenando contestualmente che, comunque, il ruolo del legislatore spetta al Parlamento e che deve essere “rispettato” anche se, “prima di andare in Parlamento proporrò un confronto a tutto campo sui temi della riforma”.

Mancino, con riferimento alle polemiche dei mesi scorsi su autonomia della magistratura e rapporto con il potere politico, ha detto che “di tanto in tanto si affaccia una minaccia, ma ad una minaccia non si risponde con un’altra minaccia ma con osservazioni critiche, pazienza e grande disponibilità” ed ha aggiunto che le posizioni diverse “devono convivere facendo riforme che servano anche per i tempi lunghi”.

Alfano ha detto di avere avuto l’impressione che “il Csm sia un Parlamento bonsai”, con evidente riferimento alla sua politicizzazione.

“In questo primo anno di legislatura abbiamo varato due importantissimi provvedimenti — il pacchetto antimafia e la riforma del processo civile — su cui è stato possibile procedere senza grandi scontri né lacerazioni. Proveremo a fare altrettanto anche nell’ambito del processo penale e delle riforme costituzionali in materia di giustizia. E’ chiaro che chiediamo altrettanta disponibilità al confronto anche all’opposizione: il dialogo non è un infinito bla-bla che si conclude nel nulla. Il confronto per noi è un metodo attraverso cui arrivare ad una decisione confortata da una maggioranza maggiore di quella uscita dalle urne. Noi non vogliamo fare marce indietro, non vogliamo abdicare alle tesi del nostro programma; e su di esso vogliamo confrontarci serenamente in Parlamento”.

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