July 24, 2009 / 3:07 PM / 10 years ago

ANALISI: Governo, il Corsera critica (ancora) il Cavaliere

di Paolo Biondi

ROMA (Reuters) - Il Foglio oggi segnala che siamo al 24 luglio, ma che domani a Repubblica non potranno festeggiare nessun 25 luglio. Forse, il giornale diretto da Giuliano Ferrara, lascia al vicedirettore Ludovico Festa il compito di esorcizzare quella minaccia che era stato proprio l’elefantino a lanciare qualche settimana fa quando, a proposito del premier Silvio Berlusconi, aveva detto che rischiamo di essere al 24 luglio della sua leadership. Il richiamo al 25 luglio del fascismo e del suo capo Benito Mussolini era tutt’altro che casuale.

Fatto è che lo stato di salute del governo e del suo leader, malgrado le apparenze, non è dei migliori.

Oggi a criticare il Cavaliere ed il modo di condurre il governo, proprio all’indomani della presentazione del nuovo testo del decreto fiscale e nel giorno della fiducia alla Camera, è l’editoriale di un altro giornale. Non ci sarebbe notizia se non fosse che il quotidiano in questione è il primo quotidiano nazionale, il Corriere della sera e che proprio questo quotidiano è stato protagonista pochi mesi fa di un cambio di guardia al vertice per eliminare una direzione, quella di Paolo Mieli, che sembrava troppo ostile al capo del governo.

La seconda notizia è che è il secondo venerdì di seguito che il Corsera mette in prima un editoriale molto critico verso il premier. Sette giorni fa fu Dario Di Vico, già vicedirettore con delega all’economia, firma di punta del quotidiano di via Solferino, a stilare un fondo dal titolo: “E i redditi più bassi?”

Nel testo si potevano leggere frasi del tipo: il governo deve “evitare un’asimmetria tutta a favore di evasori e industriali”. Critica ancor più grave se si pensa che viene dal giornale della borghesia industriale milanese.

Oggi la replica del giornale diretto da Ferruccio de Bortoli, con un fondo a firma del notista politico Massimo Franco: “Il premier torni a fare il premier”, il titolo.

I contenuti sono ancora più velenosi e circostanziati di una settimana fa anche perché tutti riferiti in prima persona a Berlusconi: “La crisi promette di rimanergli attaccata e di logorarlo”, scrive Franco. E ancora: “Il premier ha dato l’impressione di occuparsene con uno sguardo distratto”.

Poi una serie di punture di spillo: si va dalla “autopercezione quasi religiosa della propria leadership” ad un “controllo sulla maggioranza intermittente”, fino ad “un centrodestra tagliato su misura per lui che tende a smagliarsi e ad entrare in sofferenza”.

Tutto questo fa vivere al Paese “un senso di precarietà attribuibile per intero alla maggioranza” con un “rischio di logoramento perfino più insidioso”.

Bisogna aggiungere che tali editoriali sono pubblicati sul giornale che non perde occasione, ogni giorno, di illustrare e sottolineare l’attività del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e del Tesoro. E che oggi è anche il giorno in cui l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera, uno dei manager che negli ultimi mesi è stato considerato più vicino al premier e capofila dell’operazione Alitalia-in-mano-italiana sbandierata da Berlusconi in campagna elettorale prima e nei primi mesi di governo poi, concede una lunga intervista a Repubblica. Passera manda a dire al governo ed al suo presidente che “di fronte ad una recessione così grave serve qualcosa di più, serve uno schock positivo” e che avremo “un settembre difficile”.

La lettura dei giornali non deve aver messo di buon umore questa mattina il premier e non tanto per le ormai ripetute vicende di escort e signorine varie, arricchite oggi da archeologia e dintorni. Non sarà stato “quel” 24 luglio citato dal Foglio, ma comunque è un 24 luglio che si sarebbe volentieri evitato.

C’è da ricordare infine che il premier e il suo entourage fin dall’inizio di questa crisi legata alle polemiche sulle frequentazioni private di Berlusconi hanno accusato un “complotto del mondo della finanza internazionale” di muovere le fila del tutto. Parlare di complotto e di finanza su vicende così prosaiche come gli scandali che inseguono Berlusconi è certamente fuori luogo. Quello che si può dire però è che le polemiche che circondano ora Berlusconi e il suo governo coinvolgono direttamente anche gli assetti economici e finanziari del Paese.

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