July 10, 2009 / 6:41 AM / 11 years ago

G8, corteo L'Aquila sotto attese, qualche tensione

di Antonella Cinelli

Una immagine di una protesta anti G8. REUTERS/Erik de Castro (PHILIPPINES CONFLICT BUSINESS)

L’AQUILA (Reuters) - C’è stato qualche momento di tensione oggi all’Aquila all’arrivo del corteo dei no global, quando alcuni manifestanti hanno cercato di forzare le transenne all’inizio di Corso Federico II per arrivare in Piazza del Duomo, nel centro del capoluogo chiuso in seguito al terremoto.

Al tentativo di sfondamento la polizia ha risposto con una breve carica. A quel punto i dimostranti, alcuni a volto coperto, hanno lanciato alcune bottigliette contro gli agenti, mentre gli organizzatori gridavano al megafono di “non cedere alle provocazioni”.

Un corteo di circa 3.000 persone - anche se gli organizzatori dicono di avere raggiunto le 10.000 presenze - partito dalla stazione di Paganica ha sfilato in modo pacifico fino all’Aquila, mentre a pochi chilometri di distanza si concludeva il vertice del G8.

Sebbene al di sotto delle aspettative - gli organizzatori avevano previsto almeno 4-6.000 manifestanti - è stato un corteo colorato, con canti e musica, che si è snodato per circa nove chilometri, gli ultimi due dei quali, fino alla Villa Comunale del capoluogo, in salita sotto un sole cocente.

“VOI G8 SIETE IL TERREMOTO”

A reggere uno degli striscioni, con la scritta “Voi G8 siete il terremoto”, c’erano anche due vigili del fuoco, in rappresentanza dei tanti colleghi intervenuti nell’Aquilano dopo il sisma del 6 aprile, costato la vita a quasi 300 persone.

Tra i manifestanti c’erano giovani che indossavano magliette con scritto “Io lotto contro il G8”, ragazzi che suonavano le percussioni e anche una ragazza che portava un cartello di cartone con la scritta “Berlusconi preferisce le G8enni”.

Massiccio lo schieramento di forze dell’ordine, con moltissimi agenti davanti e lungo il corteo.

La marcia, autorizzata dalla Questura, ha toccato quattro tendopoli - quella di Paganica, le due di Bazzano e quella di Sant’Elia - i cui occupanti sono stati invitati dai manifestanti a unirsi a loro.

Lo stesso invito, all’urlo di “Lavoratori, unitevi a noi!”, è stato rivolto agli operai impegnati nella costruzione della “new town” antisismica di Bazzano, dove i manifestanti hanno sostato brevemente.

Sono stati gli stessi organizzatori a creare un cordone di sicurezza all’ingresso del cantiere per evitare che i manifestanti entrassero, sotto gli sguardi incuriositi degli operai.

SOLO UN COMITATO CITTADINO ERA PRESENTE

La manifestazione ha creato spaccature all’interno dello stesso movimento no global. Solo Epicentro solidale, tra i comitati cittadini sorti dopo il terremoto, ha infatti aderito al corteo, con uno striscione che recitava “Una sola grande opera: ricostruire L’Aquila dal basso”.

“Non c’è alcuna divisione tra noi e gli aquilani”, ha voluto precisare Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas e uno degli organizzatori.

Il corteo è stato “a sostegno della lotta aquilana per una vera ricostruzione e contro le iniziative repressive di questi giorni contro il Movimento”, come spiegava una nota con riferimento agli arresti effettuati alla vigilia del G8.

“LE PERSONE PIU’ IMPORTANTI DELLE CHIESE”

Eppure il malcontento tra la gente si sente. E non solo tra gli sfollati - che sono ancora 25.000 nelle tendopoli dell’Aquilano - ma anche tra i volontari che sono qui ad assisterli.

“Non basta dire ‘a settembre vi daremo le case’: nelle tende ora si vive di giorno con un caldo tropicale nonostante il condizionatore, di notte la temperatura scende a 5-10 gradi. E ci sono anziani, malati, infermi”, racconta a Reuters un volontario della Protezione civile che si trova all’Aquila da due mesi e chiede di restare anonimo.

“Le persone non ce la fanno più, lo stress è altissimo. Non è un caso che siano tanto aumentati gli incidenti stradali”, racconta. “Non sono crollate solo le case: è crollato un intero sistema di vita”.

Nel dramma del post-terremoto e di una ricostruzione su cui la gente qui ha molti dubbi, si sono inseriti questi tre giorni del G8.

“Speriamo che faccia da specchietto per le allodole, che attiri nuovamente l’attenzione sulle persone, perché le chiese e le opere d’arte sono importanti, ma le persone lo sono di più”, spiega il volontario.

Ieri George Clooney, nell’Aquilano per inaugurare un cinema all’interno di una tendopoli, a chi gli chiedeva se non sarebbe stato meglio cancellare il summit degli Otto Paesi più industrializzati e destinare le risorse alla ricostruzione in Abruzzo, ha risposto: “Intanto se siamo qui e ne stiamo parlando è grazie al fatto che c’è il G8”.

La speranza è che anche dopo il vertice “i riflettori restino accesi su questa tragedia”, come ha auspicato l’attore.

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