June 17, 2009 / 9:06 AM / in 9 years

Scuola, Ocse: va migliorata valutazione alunni, qualità docenti

ROMA (Reuters) - Nella scuola italiana manca la cultura del rendimento, occorre rivedere l’attuale criterio di valutazione degli alunni ma anche potenziare la qualità dell’insegnamento. Lo sostiene l’Ocse, che sottolinea come il miglioramento del sistema scolastico del Paese rappresenti una sfida importante.

Manifestazione di studenti a Roma nell'ottobre 2008. REUTERS/Max Rossi

“Nel sistema (scolastico italiano) manca una cultura del rendimento (...), alunni e insegnanti hanno a disposizione pochi, se non nessun, incentivo per migliorare il proprio rendimento”, si legge nella parte finale del rapporto Osce sull’Italia, dedicato alla scuola.

Una sfida, quella lanciata dall’Ocse, raccolta dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che, nella conferenza stampa di presentazione dei dati, ha sottolineato come “l’Ocse fornisca una valutazione tecnica e non politica, che è perfettamente in linea con le riforme del governo che quindi ci dà clamorosamente ragione”. “Sarebbe un errore imperdonabile - ha spiegato il ministro - se minimizzassimo le osservazioni contenute nel rapporto”.

Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, occorre “migliorare l’attuale sistema di valutazione scolastico nazionale e riformare gli esami alla fine di medie e superiori secondo il criterio internazionale”.

E sul tema della valutazione, il ministro Gelmini ha insistito in maniera particolare: “Auspichiamo che da questo rapporto possa cominciare un dibattito ampio, meno ideologico e meno politicizzato. La scuola ha bisogno di riforme non più procrastinabili, alle quali speriamo che la sinistra voglia contribuire fattivamente e proficuamente. Bisogna ripartire dalla valutazione, che non deve essere intesa come criterio sanzionatorio ma come opportunità per premiare i migliori e innalzare gli standard della scuola italiana”.

Ma per l’organizzazione che ha sede a Parigi, il sistema scolastico ha bisogno anche di una “azione specifica per potenziare la qualità dell’insegnamento”.

Sull’insegnamento e sul numero degli insegnati, rispetto ai paesi europei, il ministro Gelmini ha puntualizzato che “il rapporto insegnanti- studenti italiani è ampiamente superiore alla media europea. E’ meglio avere qualche insegnate in meno - ha detto la Gelmini- ma docenti più motivati e meglio pagati”.

Prendendo in considerazione le discrepanze tra Nord e Sud Italia, l’Ocse sostiene che “eliminare il divario nell’educazione tra Nord e Sud è uno degli strumenti più importanti per eliminare quello economico e sociale, quindi devono essere incoraggiate anche le misure per sostenere le scuole più deboli e gli studenti, soprattutto quelli che rischiano di abbandonare (l’istruzione)”.

Quanto alle spese per il sistema scolastico, l’Ocse sostiene che ci sia margine perché vengano fatti “risparmi”, anche se ciò “deve essere fatto con attenzione, e parte dei risparmi deve essere ‘reinvestita’ in misure per migliorare i risultati educativi”.

Anche sul tema delle riforme si è soffermato il ministro dell’Istruzione: “I 43 miliardi investiti non sono pochi, in altri paesi d’Europa si spende meno ma la qualità è maggiore. Bisogna lavorare sulle modalità di investimento”.

“In ogni caso noi - ha concluso il ministro - siamo aperti ad un dialogo con tutti i protagonisti della scuola, anche senza la mediazione dei rappresentanti sindacali. L’obiettivo è quello di trovare una via italiana per la valutazione e gli incentivi”.

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