June 10, 2009 / 3:14 PM / 10 years ago

Gheddafi in Italia con foto eroe anti-italiano sul petto

di Philip Pullella e Deepa Babington

Il leader libico Muammar Gheddafi insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. REUTERS/Max Rossi

ROMA (Reuters) - Il leader libico Muammar Gaddafi ha iniziato oggi la sua storica visita ufficiale in Italia, con appuntata sul petto una foto del capo della resistenza libica che gli italiani impiccarono nel 1931, plaudendo però poco più tardi alle scuse ufficiali presentate da Roma per il suo passato coloniale.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dato il benvenuto a Gheddafi — definendolo suo amico personale — nella speranza che la visita metta fine ad un capitolo “doloroso” nella storia dei due Paesi e che segni un “definitivo cambiamento” nelle relazioni reciproche.

L’arrivo del numero uno libico non ha mancato di sollevare comunque polemiche, con grossa parte dell’opposizione che si è opposta a che il colonnello — accusato di violare i diritti umani nel suo paese, in particolare riguardo ai migranti — parlasse domani in Aula al Senato.

In serata, la capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito che il discorso di Gheddafi, domani, non sarà in Aula ma nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.

Si tratta della prima visita ufficiale in Italia del leader libico da quando è salito al potere nel 1969 e una delle poche in Occidente dopo che verso la Libia, previo l’impegno di smettere di sponsorizzare il terrorismo, sono state alleggerite le sanzioni economiche,

RICONCILIAZIONE E PROGETTI ECONOMICI

Roma ha rimosso qualsiasi impedimento alla visita di Gheddafi, il cui paese d’origine fornisce un quarto delle risorse petrolifere italiane ed è una risorsa di capitali importante in un momento di crisi. I 5 milioni di dollari di risarcimenti che l’Italia ha versato nelle casse libiche hanno aperto la strada a questo evento.

Ma Gheddafi, al suo arrivo all’aeroporto, ha sfoggiato sul petto un’immagine simbolo del passato italiano come potenza coloniale repressiva.

Sulla sua divisa ufficiale, infatti, il colonnello libico indossava un’immagine dell’eroe libico Omar Al-Mukhtar in catene, in mezzo agli italiani che lo avevano catturato.

Inoltre, Gheddafi è arrivato accompagnato dal figlio di al-Mukhtar, ormai anziano, che è sceso a fatica dall’aereo, aiutato dalle guardie di sicurezza, e che ha assistito all’esecuzione dell’inno nazionale seduto su una sedia a rotelle.

“Un lungo, doloroso capitolo della nostra storia con la Libia è stato chiuso”, ha detto Silvio Berlusconi all’arrivo di Gheddafi.

“Devo lodare questa generazione di italiani per aver risolto con coraggio le questioni del passato”, ha detto Gheddafi ai giornalisti. “Berlusconi ha preso una decisione storica chiedendo scusa per il colonialismo”.

Il presidente del Consiglio ha detto che i due leader hanno concordato sul fatto che l’Italia aumenterà l’import di energia dalla Libia e che le aziende italiane saranno in “prima fila” negli appalti per i progetti infrastrutturali che Gheddafi intende portare avanti nel Paese nordafricano.

UN PASSATO COLONIALISTA

L’Italia ha guidato la Libia dal 1911 al 1943, con grande fatica e senza mai riuscire ad avere il pieno controllo del paese.

Gheddafi ha ripetutamente attaccato l’Italia per il passato coloniale, ma i due paesi hanno comunque mantenuto intensi rapporti commerciali.

La Libia ha sensibilmente aumentato il suo ruolo politico e finanziario da quando, nel 2003, le sanzioni economiche a suo carico sono state alleggerite.

Il Paese nordafricano è, oltretutto, al centro degli interessi italiani, dopo l’ingente investimento dello scorso anno su Unicredit e Eni, preludio della richiesta italiana di continuare ad investire i propri petroldollari nelle aziende italiane.

Mentre si prevede che il mondo politico e finanziario italiano accolga Gheddafi calorosamente, nella speranza di attirare nuovi investimenti, ci sono state delle proteste per la visita ufficiale del colonnello.

Amnesty International, per esempio, sta programmando una protesta in una piazza centrale di Roma, per sollevare l’attenzione sullo scarso rispetto della Libia per i diritti umani, secondo l’organizzazione internazionale.

Proteste sono previste anche durante il discorso di Gheddafi agli studenti dell’Università La Sapienza di Roma.

Un incontro con gli italiani espulsi dalla Libia dopo che Gheddafi ha preso il potere nel 1969 era previsto per sabato prossimo, ma la comunità ebraica che è fuggita dalla nazione nordafricana ha rifiutato di tenere l’incontro nel Sabato ebraico.

Molte zone di Roma sono state chiuse al traffico, compresa la zona di Villa Pamphili, dove sarà adibita la tenda che ospiterà il leader libico e dove Gheddafi riceverà gli ospiti.

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