May 29, 2009 / 11:15 AM / 10 years ago

G8, "avanzamenti" su immigrazione. Sit-in a Ponte Galeria

di Valentina Consiglio e Antonella Cinelli

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni. La foto è stata scattata il 21 maggio 2008 a Napoli. REUTERS/Ciro De Luca/Agnfoto

ROMA (Reuters) - Un “forte avanzamento” sui temi dell’immigrazione e apprezzamento per le proposte italiane in materia di confische di patrimoni alla mafia e pirateria marittima. E’ questo il bilancio della prima giornata di lavori del G8 di Giustizia e Interni, apertosi stamani a Roma tra ingenti misure di sicurezza.

In una scuola della polizia a pochi metri dal Tevere, con un’ampia area chiusa al traffico e sorvegliata da numerosi agenti, carabinieri e mezzi delle forze dell’ordine, i ministri della Giustizia Angelino Alfano e dell’Interno Roberto Maroni hanno dato il benvenuto a sedici delegazioni. Tra i partecipanti, il commissario europeo Jacques Barrot, il numero uno della Giustizia Usa Eric Holder e la ministra della Giustizia francese Rachida Dati.

Sul tavolo oggi c’erano la criminalità organizzata e l’immigrazione, mentre domani mattina si affronteranno i temi della sicurezza urbana e del terrorismo internazionale, in attesa della manifestazione contro il razzismo del pomeriggio, a cui gli organizzatori della Rete No G8 si attendono almeno 10.000 partecipanti.

Intanto, dopo una serie di azioni-lampo messe in atto dalla Rete No G8 nel corso della giornata in alcuni luoghi della Capitale, al Cie di Ponte Galeria, periferia romana, si svolge un sit-in di protesta contro il razzismo, prova generale prima della manifestazione di domani pomeriggio.

“DISPONIBILITA’ BARROT”

Il ministro dell’Interno Maroni a fine giornata ha parlato di un “avanzamento significativo” sull’immigrazione, tema particolarmente sentito dall’Italia soprattutto dopo le polemiche sulla politica dei respingimenti in Libia recentemente adottata dal governo Berlusconi.

Parlando ai giornalisti, Maroni ha ribadito che l’accordo con la Libia funziona e gli sbarchi sulle coste italiane sono praticamente cessati, ma che questo sforzo bilaterale “che giova a tutta l’Unione Europea deve vedere l’intervento dei Paesi dell’Ue”.

“Da parte di Barrot c’è stata la piena disponibilità a discutere di questi temi” al prossimo Consiglio europeo in Lussemburgo, ha detto Maroni.

Da parte sua il commissario europeo alla Giustizia e alla Sicurezza ha sottolineato la necessità di una maggiore solidarietà da parte dell’Ue nel suo complesso.

“Serve più solidarietà da parte di tutti i Paesi dell’Ue. E’ molto importante che tutti i ministri dell’Interno siano convinti che la questione si può risolvere solo attraverso la cooperazione europea. Ci sono ministri che non ne sono ancora convinti”, ha detto Barrot a margine del vertice.

“La questione più importante è che i richiedenti asilo vengono costretti nelle mani di trafficanti di essere umani. Sarebbe meglio se potessero ricevere un documento in Africa: dobbiamo trovare una soluzione”, ha aggiunto Barrot, che a una domanda sulla politica italiana dei respingimenti si è limitato a rispondere che “è necessario distinguere tra richiedenti asilo e migranti irregolari”.

Alfano ha spiegato che al vertice è stata individuata “l’idea di rafforzare la cooperazione giudiziaria e il mandato d’arresto internazionale come strumenti validi per arginare la tratta degli essere umani”.

Il ministro dell’Interno ha poi sottolineato che “l’Italia ha sviluppato alcuni progetti in coordinamento con l’Interpol, soprattutto per la lotta alla contraffazione di documenti, con un numero altissimo di controlli nel mondo”.

CONFISCHE BENI MAFIA: “ITALIA UN MODELLO”

“Sul tema delle confische il modello italiano ha rappresentato una traccia di lavoro per tutti”, ha detto il guardasigilli ai cronisti.

Maroni, ricordando che l’anno scorso in Italia sono stati sequestrati alle mafie beni per 4,3 miliardi di euro - il triplo rispetto al 2007 -, ha sottolineato che questa è “la ricetta vincente” da condividere con i partner presenti al vertice.

Il titolare del Viminale ha aggiunto che si cercherà di arrivare alla definizione di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Palermo, il primo strumento individuato dopo le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio per la cooperazione transnazionale nella lotta alla mafia.

E proprio alla memoria del giudice antimafia Giovanni Falcone, ucciso nel 1992 con la moglie e gli agenti di scorta in un attentato dinamitardo organizzato da Cosa Nostra, è dedicato l’evento di chiusura della prima giornata di vertice.

Sul tema della pirateria, fenomeno in crescita al largo del Corno d’Africa che mette a rischio importanti rotte commerciali, Alfano ha sottolineato che anche qui è emersa una convergenza sulla proposta italiana, “che consiste nel fatto che si possano trovare luoghi internazionali dove combatterla”.

“Tutti abbiamo ribadito l’esigenza di una collaborazione mondiale e di sedi giurisdizionali adeguate”, ha spiegato il guardasigilli, precisando che “i gruppi di tecnici sono al lavoro”.

Da parte sua Antonio Maria Costa, italiano a capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite su Droga e Crimine (Unodc), ha rilanciato la proposta del suo organismo di “portare a bordo dei mezzi delle Marine militari che operano nell’Oceano Indiano funzionari di polizia di Paesi costieri - non della Somalia perché non è in grado di farlo - affinché (i pirati) siano arrestati sotto la giurisdizione di questi Paesi e possano immediatamente essere portati a terra e processati in base ai diritto locale”, come ha spiegato a margine del vertice.

Già ieri, intanto, Maroni e l’attorney general americano Holder hanno sottoscritto un accordo per il rafforzamento della cooperazione nella prevenzione e nell’attività investigativa di contrasto alla criminalità.

Oggi, poi, Alfano e l’omologa francese Dati hanno dato il via all’attuazione di squadre investigative comuni per contrastare il traffico di esseri umani, di stupefacenti e di armi.

DIECI FERMATI PER INCURSIONI NO-GLOBAL

Oltre che sui lavori del vertice, l’attenzione si concentra sui possibili disordini di questi due giorni, dopo quanto accaduto al G8 dell’Università di Torino, con oltre 20 persone ferite negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.

Oggi alcune decine di appartenenti ai gruppi antagonisti hanno manifestato davanti all’anagrafe imbrattando di vernice i muri, secondo quanto riferito dalla polizia. Altri hanno protestato nei pressi del ministero della Marina, e un gruppo ha brevemente occupato la chiesa di Santa Maria Maggiore. In tutto dieci persone sono state fermate.

Fino alle 20 è in corso una manifestazione autorizzata della Rete No G8 davanti al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) di Ponte Galeria, alla periferia di Roma, dove alcune settimane fa un’immigrata irregolare si è uccisa.

Domani è invece in programma la manifestazione contro il razzismo, a cui gli organizzatori si attendono la partecipazione di almeno 10.000 persone, che sfileranno dalle 15 nel centro della città, attraversando alcuni quartieri storicamente multietnici, fino a Piazza Navona.

Ingente la presenza di forze dell’ordine nella Capitale per il G8 e la manifestazione di domani: tra poliziotti, carabinieri e vigili, gli uomini impegnati sul campo sono circa 5.800.

- Ha collaborato Daniel Flynn

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