March 13, 2009 / 12:09 PM / 10 years ago

Morte Eluana, Giunta Lombardia impugna la sentenza del Tar

Una immagine di Eluana Englaro fuori dalla clinica La Quiete, dove la donna è morta. REUTERS/Daniel Raunig

MILANO (Reuters) - La Giunta regionale della Lombardia, su proposta del presidente Roberto Formigoni, ha deciso di impugnare la decisione del Tar lombardo sul caso di Eluana Englaro, la donna deceduta il 9 febbraio in una clinica friulana dopo l’interruzione dell’alimentazione forzata e dell’idratazione, a cui era sottoposta da 17 anni.

A gennaio il Tar ha annullato il provvedimento con cui la Regione Lombardia aveva negato alle strutture sanitarie lombarde la possibilità di interrompere l’alimentazione della donna.

“Giudichiamo illegittimo imporre al servizio sanitario l’esecuzione di un trattamento diametralmente opposto ai compiti di assistenza e cura che costituzionalmente gli appartengono”, spiega in una nota Formigoni commentando la sentenza del Tar.

“Con la nostra iniziativa - conclude Formigoni - vogliamo che una sentenza del Consiglio di Stato impedisca che in futuro si possano ripetere altri casi come quello di Eluana Englaro”.

Beppino Englaro e altre 13 persone, tra cui un anestesista, sono indagate dalla Procura di Udine per omicidio volontario in seguito alla morte di Eluana, che era in stato vegetativo permanente dopo essere rimasta vittima di un grave incidente automobilistico.

Dopo una lunghissima battaglia politico-giudiziaria, il padre di Eluana aveva ottenuto di poter staccare il sondino che alimentava artificialmente la figlia e che le forniva l’acqua.

A tale scopo Eluana era stata trasportata da una clinica lombarda alla “Quiete” di Udine, un centro pubblico, dove è morta il 9 febbraio scorso, secondo l’autopsia per un arresto cardiaco dovuto alla disidratazione.

Il 6 febbraio, giorno in cui erano state interrotte alimentazione forzata e idratazione, il governo di centrodestra aveva varato un decreto per ristabilirle, considerandole non cure mediche ma misure vitali. Ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non aveva firmato la normativa d’urgenza.

Il testo era stato trasformato quindi in disegno di legge, che il Senato stava dibattendo dopo l’iscrizione di urgenza all’ordine del giorno, quando è giunta la notizia della morte di Eluana.

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