October 18, 2008 / 11:35 AM / 10 years ago

Clima, ministro Brunetta: pacchetto Ue è una follia

MILANO (Reuters) - Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta è tornato oggi sullo scontro fra la Ue e l’Italia in merito alle obiezioni italiane sul pacchetto clima, definendo “una follia” la posizione Ue.

Immagine d'archivio di un poliziotto con una mascherina durante una tempesta di sabbia in una città irachena. REUTERS/Mushtaq Muhammed (IRAQ)

“L’Europa ha poco da bacchettare perché 20-20-20 è una follia. Per le imprese e per i Paesi”, ha detto Brunetta, secondo quel che riportano i media, parlando a Buttrio (Udine) dove prende parte a una convention della Danieli.

Gli obiettivi previsti dalla Ue il taglio del 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020, il 20% di efficienza energetica in più da raggiungere entro il 2020, il 20% del totale energetico ricavato da fonti rinnovabili entro il 2020.

Ieri il commissario Ue all’Ambiente Stavros Dimas si è detto stupito dalle obiezioni presentate dall’Italia durante il Consiglio Europeo. “Sono sbalordito .. l’Italia è uno dei paesi che dal pacchetto guadagnerebbe di più”, aveva dichiarato Dimas.

“Quella posizione è una follia. Soprattutto per un Paese manifatturiero come l’Italia che ha un’intensità e una densità di imprese superiore alla media europea”.

‘’L’Italia - ha concluso Brunetta - bene ha fatto a rallentare i processi decisionali anche perché sarebbero costati 10 miliardi di euro in più al 2020. Non ce lo possiamo permettere e non è giusto”.

Secondo le stime della Commissione, i costi per l’applicazione non superebbero i 13 miliardi di euro, mentre il premier Silvio Berlusconi due giorni fa ha parlato di cifre superiori ai 20 miliardi di euro.

I 27 Paesi del blocco si sono posti l’ambizioso obiettivo di tagliare entro il 2020 di un quinto le emissioni di anidride carbonica rispetto al 1990, in parte facendo pagare alle industrie del settore energia e alle industrie pesanti i certificati di emissione.

L’Italia, insieme alla Polonia, nei giorni scorsi aveva minacciato di utilizzare il diritto di veto sulla questione chiedendo più tempo per negoziare il pacchetto e un minor onere per l’industria, già colpita dalla mancanza di competitività con le economie emergenti.

Due giorni fa tutti i 27 leader, riuniti nel Consiglio Europeo, hanno concordato di tenere fede a calendario e obiettivi sul clima ma di definire quote e misure in una nuova riunione a dicembre, decidendo all’unanimità così di tenere presenti gli interessi di tutti gli stati membri, Italia e Polonia comprese.

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