June 10, 2008 / 5:31 PM / 11 years ago

Italia-Romania, per paura romeni rinunciano a schermo in piazza

di Francesca Micheletti

MILANO (Reuters) - Dopo aver perso ieri sera con l’Olanda al suo debutto agli Europei, venerdì l’Italia del calcio sfiderà la Romania in una partita che non sembra avere solo una valenza sportiva, dopo che alcuni episodi di violenza commessi da immigrati romeni hanno provocato un’ondata di risentimento contro Bucarest e un giro di vite contro gli stranieri.

Ma in questo caso, ad avere paura sembrano essere soprattutto gli immigrati dalla Romania, che hanno preferito rinunciare ad una proiezione della partita su maxischermo in piazza per evitare possibili contestazioni o violenze.

A dirlo a Reuters è Eugen Tertelac, presidente dell’associazione dei Romeni in Italia, che ha sede a Roma. “Volevamo organizzarci per vedere la nostra squadra in piazza su un maxischermo, ma purtroppo abbiamo rinunciato”.

“In seguito ai problemi che ci sono stati non ci sentiamo molto tranquilli”.

“I problemi”, come li chiama Tertelac, sarebbero cominciati, secondo una parte dei politici italiani, con l’adesione della Romania alla Ue e con l’arrivvo massiccio di immigrati in Italia. Cittadini romeni sono stati protagonisti di fatti di cronaca nera, come l’uccisione a Roma alla fine del 2007 di Giovanna Reggiani, e hanno provocato l’adozione di provvedimenti sulla sicurezza criticati dalle associazioni per i diritti umani, come Amnesty International.

Proprio Amnesty ha parlato di “rischio xenofobia” in Italia contro romeni e rom, e agli inizi di maggio il primo ministro romeno Calin Tariceanu ha lanciato l’allarme su “un crescere di dichiarazioni che hanno creato l’impressione che ci sia una situazione critica a causa dei romeni”.

A fine maggio poi il primo Consiglio dei ministri del governo di centrodestra ha varato un pacchetto-sicurezza - ereditato in gran parte dal centrosinistra - che contiene norme per limitare la presenza in Italia non solo degli extracomunitari clandestini, ma anche di immigrati da altri paesi Ue potenzialmente “pericolosi”.

Tertelac, la cui associazione dice di contare 112.000 iscritti in Italia, vede il calcio come un potenziale fattore scatenante in

un clima di relativa tensione. “Il calcio potrebbe portare fuori eventi non molto ortodossi”, afferma Tertelac usando un eufemismo. “La partita la guarderemo a casa nostra”.

Il presidente specifica che la decisione di rinunciare al maxischermo in piazza è stata presa in autonomia, non in seguito a un rifiuto da parte delle autorità. Tertelac tuttavia sottolinea come un riavvicinamento fra l’Italia e la numerosa comunità romena sia da cercare non tanto in una partita di calcio quanto “in un dialogo con le istituzioni”.

E a livello istituzionale sono arrivati in questi giorni chiari segnali. L’incontro di ieri a Roma fra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il suo omologo romeno Lazar Comanescu si è concluso con le rassicurazioni che l’ingresso in Italia di cittadini romeni non sarà limitato, alla pari di quello di altri cittadini comunitari.

Oggi invece è stato il turno del ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi di recarsi in Romania per incontrare Comanescu e discutere del pacchetto-sicurezza.

“Siamo di fronte ad un’emergenza e abbiamo il dovere di offrire sicurezza ai cittadini italiani”, ha detto Ronchi alla stampa riunita a Bucarest. “Al termine del mio incontro con il ministro degli Esteri romeno siamo giunti all’accordo che il crimine non ha un passaporto o una nazionalità e che i criminali devono essere puniti per fare in modo che gli italiani possano beneficiare della sicurezza”, ha aggiunto.

Nella comunità romena, però, non tutti ritengono che sul pubblico possano influire gli episodi del recente passato . “Credo che sarà un bel momento sportivo”, afferma Marian Mocanu, presidente della Lega Romeni d’Italia. “Mi rifiuto di pensare che si possano essere tensioni, lo spirito dello sport è tutt’altro”.

Quel che è certo è che nella partita di venerdì la Romania potrebbe dare del filo da torcere all’Italia, dopo il pessimo esordio di quest’ultima al match con l’Olanda di lunedì. Il pareggio con la Francia nella partita dello stesso 9 giugno ha rivelato l’immagine di una Romania difficile da battere, anche per i campioni del mondo.

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