31 marzo 2008 / 14:01 / tra 10 anni

Voto, tiene banco il "Veltrusconi" di Newsweek, tra le smentite

ROMA (Reuters) - Si è beccato smentite secche dai diretti interessati, ma il servizio di copertina del settimanale americano Newsweek -- che lancia il “Veltrusconi”, cioè un governo di grande coalizione con Silvio Berlusconi e Walter Veltroni alla guida come l‘unico in grado di sanare i mali dell‘Italia -- dopo avere animato il weekend, continua a tenere banco nella campagna elettorale.

<p>Il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi. REUTERS/Max Rossi</p>

Oggi è stato Pier Ferdinando Casini, il candidato premier dell‘Udc, a rilanciare l‘idea, in una intervista al Financial Times, che dopo le elezioni Veltroni e Berlusconi possano fare un governo assieme.

“Non faremo una grande coalizione, con tutta tranquillità di Pier Ferdinando Casini”, gli ha subito risposto il leader del Pd nel corso di un incontro alla Confcooperative.

“Non faremo un governo di grandi inciuci. Stia tranquillo tanto quanto lo siamo noi. Faremo un governo fondato sul principio anglosassone che chi vince governa. Per pasticci, inciuci, intese non è più il momento”, ha aggiunto.

Nuovo no all‘ipotesi anche da Berlusconi: “Veltrusconi è una brutta parola senza nessun contenuto”, ha detto nel corso della chat sul sito del Corsera.

“Il centro destra prevarrà con una vasta maggioranza che darà la responsabilità, l‘onòre e l’ònere di governare”, ha aggiunto Berlusconi.

Anche uno stretto alleato del Cavaliere, Roberto Maroni della Lega Nord (che si presenta sia alla Camera sia al Senato coalizzata con il Pdl), è intervenuto questa mattina sul tema lanciato da Newsweek nel corso della registrazione del programma tv di RaiUno Porta a porta: “Tra Veltroni e Berlusconi non ci sarà nessun inciucio, sono due partiti radicalmente diversi” anche se potranno collaborare “sulle riforme. Bossi infatti ha detto che bisogna farle con il consenso di tutti e mi auguro che possa riprendere un confronto in Parlamento”.

Ma il settimanale di New York lancia una collaborazione ben più ampia che solo sulle riforme fra i due partiti maggiori: se Veltroni e Berlusconi, raffigurati ciascuno a metà in copertina in modo da formare un volto solo, trovassero un accordo ampio di governo “potrebbero riuscire a salvare l‘Italia”.

“Se ci fosse una grande coalizione starebbe insieme per la riforma elettorale poi, a breve, si tornerebbe alle urne. Eppure l‘agenda delle cose da fare per l‘Italia si potrebbe affrontare meglio tenendo insieme quella coalizione. Se i candidati sono abbastanza seri nel volere risolvere i problemi dell‘Italia, lasceranno la porta spalancata alla possibilità di una grande coalizione, una volta contati i voti”, dice il settimanale anche se riconosce poi che “le loro personalità non si mischiano bene”.

Veltroni, già all‘inizio della mattinata, nel corso di una intervista a Radio24, aveva smentito -- come già fatto anche ieri -- l‘ipotesi: “Nessun inciucio perché noi e il Pdl abbiamo culture, politiche e programmi alternativi. Poi, però, sarà necessaria una convergenza sulle regole del gioco anche se sento dire che Berlusconi ha cambiato idea sulla concessione di una delle due Camere all‘opposizione. Io invece confermo che se il Pd vince assegneremo uno dei due rami del Parlamento e le commissioni di controllo alla opposizione”.

Il successo del servizio di copertina di Newsweek è legato anche all‘incertezza sull‘esito del voto del Senato, dove non è ancora chiaro se il netto vantaggio finora dimostrato dalla coalizione di centrodestra possa trasformarsi in una maggioranza parlamentare anche a Palazzo Madama.

Mentre infatti tutti i sondaggi pubblicati fino alla settimana scorsa, fino al limite ultimo cioè entro il quale era possibile pubblicarli, danno un margine piuttosto ampio alla coalizione del Pdl alla Camera, sono tutti più prudenti sul Senato.

Venerdì scorso, sul Corriere della sera, ad esempio, Renato Mannheimer diceva che il “fattore 8%”, cioè lo sbarramento per i vari partiti calcolato su base regionale, “comporta un risultato imprevedibile in tutte o quasi le Regioni”. Analisi in questo senso fatte nelle scorse settimane da Reuters, il Sole 24 Ore e Repubblica dicono che al Senato potrebbe essere difficile formare maggioranze solide.

- ha collaborato Valentina Rusconi

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below