January 17, 2008 / 1:43 PM / 13 years ago

Mastella: interim a Prodi, appoggio esterno Udeur a governo

di Giselda Vagnoni

L'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella. REUTERS/Giampiero Sposito (ITALY)

ROMA (Reuters) - Da ministro della Giustizia Clemente Mastella conferma le dimissioni annunciate ieri; da leader dell’Udeur assicura l’appoggio esterno al governo di Romano Prodi, che oggi ha assunto l’interim; da marito respinge ogni accusa dei magistrati nei confronti suoi e della moglie, presidente del Consiglio regionale campano.

Lo fa con commozione, in una dichiarazione ai media di quasi cinquanta minuti da Benevento, dove Sandra Lonardi Mastella si trova agli arresti domiciliari per concussione.

L’ordinanza è stata firmata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, che ha iscritto anche Mastella nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione a delinquere.

Al centro dell’indagine che ha quasi decapitato la dirigenza Udeur nella regione, “un tessuto illecito radicato nell’area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania” che ruota intorno al partito di Mastella.

“Ho parlato con Prodi e confermo le dimissioni. Non voglio sentirmi membro di una casta”, ha detto Mastella, guardasigilli dal maggio del 2006.

L’Udeur, che conta al Senato tre voti cruciali per la debole coalizione del Professore, resta nella maggioranza ma non chiederà che la poltrona di via Arenula sia occupata da un suo esponente.

E questa mattina Prodi ha assunto l’interim del ministero, come ha annunciato lo stesso premier in una breve comunicazione alla Camera, auspicando che Mastella torni presto all’incarico di Guardasigilli.

DA UDEUR APPOGGIO ESTERNO AL GOVERNO

“Daremo appoggio esterno [...]. Saremo esigenti, non come prima, accettando compromessi”, ha spiegato Mastella.

E ha aggiunto: “Oggi nel governo non ci siamo, poi vedremo. Convocheremo un consiglio nazionale ai primi di febbraio e un congresso straordinario per valutare la situazione politica”.

“Non lascio la politica [...] perché non ho commesso fatti di cui mi debba vergognare, ma adesso devo recuperare la dignità mia e di mia moglie”, ha detto Mastella per spiegare la decisione di lasciare l’incarico di governo.

Rivolto ai magistrati, ai quali pure ha assicurato rispetto ha chiesto :”Quando arriverà la sentenza di proscioglimento chi mi ripagherà del sogno di essere ministro della Repubblica?”.

Rivolto ai giornalisti ha domandato: “Possibile che io, che ho attraversato anche il ‘94 [l’indagine di Mani Pulite] sia diventato capo di una cosca, il male di questo Paese? Possibile che dopo tanti anni io diventi una forma di demonio?”.

E ancora, come un fiume in piena: “Io e mia moglie siamo persone per bene che hanno faticato per arrivare dove sono arrivate. Noi non siamo i capi di un’affiliazione mafiosa politica ma di una organizzazione politica che esige rispetto anche dai magistrati[...]”.

Atti politici, come quelli di cercare di influenzare nomine in posti importanti non possono essere scambiati per reati, ha detto ancora Mastella.

“Il mio partito ragiona politicamente [...], indicazioni politiche avvengono in tutti i Paesi che conosco”, ha detto il leader del Campanile. “Come mai per la nomina di un nostro amico io sarei concusso e per tutte le altre nomine non ci sarebbero concussi?”

“Se per le prossime grandi nomine dicessimo a Prodi che vogliamo indicare il presidente della Rai, l’attuale tra l’altro sarebbe giusto se ne andasse, e che se non lo fa noi andiamo a casa, questa sarebbe logica politica o concussione?”.

“La crisi politica è del sistema, non tanto del governo”, ha concluso Mastella. “Se un gruppo di magistrati nel nostro Paese decide di mandare a casa un governo può farlo”.

PRODI: INTERIM IN ATTESA CHE MAGISTRATURA CHIARISCA E MASTELLA TORNI

“Si tratta di una prospettiva limitata nel tempo, che consenta a Mastella di riprendere il suo posto”, ha detto Prodi nel suo intervento alla Camera, annunciando l’assunzione dell’interim, autorizzata in mattinata dal presidente della Repubblica. “La scelta di caricarmi personalmente e in una prospettiva limitata nel tempo di questa responsabilità è e vuole dichiaratamente essere il segnale di un’attesa”, ha detto oggi in una breve in aula alla Camera Prodi, che alle 17.30 poi sarà in Senato.

“L’attesa, cioè, che dalla magistratura possa, nei tempi più rapidi possibili, giungere un chiarimento forte che consenta al senatore Mastella di riprendere con ritrovata e piena autorità il suo posto di ministro della Giustizia”.

Prodi ha espresso “profonda solidarietà come ministro, come collega, come politico e come amico”.

Le dimissioni rese ieri da Mastella sono state per il premier testimonianza “di una sensibilità istituzionale che, nella nostra società delle comunicazioni ed in una stagione nella quale la politica che troppo spesso si fa spettacolo, si va facendo sempre più rara”.

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