August 9, 2019 / 1:20 PM / 4 months ago

Sondaggio: escalation guerra commerciale avvicina economia Usa a recessione

BANGALORE (Reuters) - La recente escalation nella guerra commerciale tra Usa e Cina avvicina la prossima recessione negli Stati Uniti, secondo la maggioranza degli economisti sentiti da Reuters, che ora prevedono da parte della Federal Reserve un nuovo taglio dei tassi in settembre e un altro a fine anno.

La bandiera statunitense e quella cinese, riprese in occasione delle trattative commerciali a Shanghai, Cina. REUTERS/Aly Song

Nonostante le aspettative di ulteriori misure di stimolo da parte della politica monetaria, il sondaggio condotto tra martedì e ieri indica una probabilità media del 45% che l’economia Usa scivoli in recessione nei prossimi due anni, in aumento dal 35% nel sondaggio precedente. Si tratta inoltre della chance più elevata nella serie del sondaggio iniziata nel maggio dell’anno scorso.

Sulla curva dei rendimenti Usa, il premio del titolo governativo a tre mesi rispetto al decennale — indicatore attentamente monitorato dal mercato che rileva il rischio di recessione — ha toccato in settimana il record da marzo 2007, evidenziando le conseguenze che la guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali avrà sull’accelerazione sulla recessione globale.

La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che dal primo settembre verrà aggiunta un’imposta del 10% su ulteriori 300 miliardi di dollari di beni cinesi. Lunedì Washington ha accusato Pechino di manipolare la sua valuta.

La Cina ha avvertito che la mossa “danneggerebbe gravemente l’ordine finanziario internazionale e causerebbe il caos nei mercati finanziari”, impedendo la ripresa economica globale.

Quasi il 70% degli economisti che hanno risposto alla domanda si dicono del parere che dopo gli ultimi sviluppi la prossima recessione Usa sia più vicina.

“Certamente, l’escalation delle tensioni commerciali attraverso dazi più elevati e un accesso limitato ai mercati sta danneggiando il sentiment, aumentando i costi, compromette la filiera e colpisce la gli utili delle aziende” scrive una nota a cura di James Knightley, chief international economist di ING.

“Questo ha ricadute negative sulla fiducia dei consumatori, dunque sulla propensione alla spesa, aumentando il rischio di recessione”.

L’indicatore sull’inflazione cui Federal Reserve guarda con più attenzione — l’indice core dei prezzi al consumo per le spese personali — non dovrebbe aumentare significativamente. Si prevede che la banca centrale tagli i tassi di 25 punti base il mese prossimo, portando il riferimento sui Fed Fund a 1,75-2%, con un nuovo taglio per la fine del prossimo anno.

Il mese scorso, gli economisti pevedevano un taglio dei tassi nel quarto trimestre dopo quello di luglio, ma non oltre l’anno prossimo.

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