August 8, 2019 / 12:23 PM / 4 months ago

Tiering Bce potrebbe far risparmiare qualche miliardo a grandi banche zona euro

(Reuters) - Penalizzati da ormai anni e anni di tassi di interesse ai minimi termini, gli istituti di credito della zona euro potrebbero godere di un premio di consolazione di qualche miliardo qualora Francoforte decidesse di introdurre un ‘tiering’ — vale a dure una rimodulazione secondo un modello a scaglioni — del tasso sui depositi applicati sulla liquidità parcheggiata presso la banca centrale.

Il presidente della Bce Mario Draghi e il suo vice Vitor Constancio, a sinistra. REUTERS/Ralph Orlowski

Lo dicono calcoli Reuters, mettendo però in evidenza che i benefici principali andrebbero alle banche di maggiori dimensioni e dei paesi più ricchi.

I risvolti positivi del meccanismo dei tassi differenziati — argomento da mesi al centro delle discussioni dei consiglieri Bce — potrebbero non essere distribuiti equamente, con gli istituti di credito francesi e tedeschi destinati a trarre maggiore beneficio da un sistema — sul modello elvetico e giapponese — che si preannuncia tanto complesso quanto incerto.

Mentre le tensioni commerciali tra Cina e Usa assumono i tratti di una guerra valutaria in piena regola, la Bce si appresta comunque a ridurre ulteriormente il tasso negativo sui depositi, pari attualmente a -0,40% che grava sull’inattivo delle banche, e il mercato prezza un -0,6% entro fine anno.

Insieme al taglio sul riferimento per i depositi potrebbero essere annunciati l’impegno di mantenere i tassi sui minimo per un periodo ancora più lungo (la cosiddetta ‘guidance’ già ritoccata a fine luglio) e un nuovo programma Qe di acquisto di obbligazioni — tutte misure finalizzate a contenere l’apprezzamento del cambio e il costo della raccolta.

Questo potrebbe ulteriormente penalizzare le banche, che già da tempo erogano finanziamenti al settore privato a tassi ai minimi record, e non possono trasferire creditori i costi di depositi presso la Bce, fenomeno che continua a erodere i margini dell’attività.

Per compensare almeno in parte una tale ricaduta negativa Mario Draghi, che a fine ottobre lascia la poltrona di presidente Bce al suo successore Christine Lagarde, ha spiegato che un ipotetico taglio si verificherà contestualmente ad alcune “misure attenuanti”, come un parziale sconto sui depositi previsto dallo schema del ‘tiering’.

“Il calo dei rendimenti aumenterà la pressione sui ricavi”, spiega Marco Troiano, direttore dell’agenzia di rating Scope.

Parcheggiare la liquidità in eccesso presso l’istituto centrale costa già alle banche europee circa 7 miliardi di euro l’anno in termini di interessi negativi sui depositi.

Il conto potrebbe salire fino a 8,8 miliardi se i tassi sui depositi marginali dovessero essere ridotti a -0,5%, stando a stime Reuters su dati a fine di giugno.

Se non è chiaro quale connotazione avrebbe il sistema del ‘tiering’ della Bce, gli esempi del Giappone e dalla Svizzera suggeriscono un controvalore finanziario tra 4,4 e 6,6 miliardi l’anno ipotizzando un taglio di 10 punti base e a seconda di come il meccanismo viene strutturato.

L’istituto centrale elvetico — per fare un esempio — non fa pagare il proprio tasso di riferimento negativi sui depositi pari oggi a -0,75% sugli importi che superano di venti volta la riserva obbligatoria.

In caso la Bce decidesse di risparmiare dalla tassazione gli importi oltre dieci volte la riserva obbligatoria, questo farebbe risparmiare alle banche della zona euro 5,3 miliardi l’anno all’attuale livello di -0,4% sui depositi, importo che salirebbe a 6,6 miliardi qualora i depositi fossero portati a -0,5%.

POTENZIALI RISCHI

Quale sarà il meccanismo che Francoforte deciderà di introdurre, la sua messa a punto non sarà affatto semplice in un’area economica come la zona euro, in cui la distribuzione del contante è poco uniforme, e il rischio è addirittura quello di conseguenze indesiderate, vale a dire di un movimento dei tassi al rialzo anziché al ribasso.

L’eccesso di liquidità è infatti concentrato nelle mani delle maggiori banche dei paesi più ricchi e principali finanziari come Germania e Francia — che risparmierebbero entrambe oltre un miliardo l’anno — e Paesi Bassi.

Quanto invece alle banche la cui liquidità è inferiore alla soglia di applicazione dello sconto prevista dal ‘tiering’ — vale a dire gli istituto di credito italiani e spagnoli — sarebbero idealmente incentivata a non erogare credito a tassi negativi alle proprie controparti, preferendo invece parcheggiare gratuitamente i fondi presso la Bce.

In questo modo potrebbero salire i costi del credito nel mercato all’ingrosso — quello interbancario — mettendo a repentaglio uno degli obiettivi principali dell’istituto centrale.

In alternativa, l’Eurotower potrebbe fornire un’esenzione su una parte dell’eccesso di liquidità parcheggiata dalle banche, seguendo l’esempio della Banca centrale di Tokyo.

Se per esempio questo si applicasse alla metà dei fondi depositati, questo equivarrebbe a uno sconto di 2,6 miliardi — sempre secondo calcoli Reuters — alle condizioni attuali, esenzione che potrebbe salire a 4,4 miliardi se applicata a l’intero ammontare delle riserve in eccesso.

Anche in questo caso esiste un rischio, quello che le banche fossero incentivate ad aumentare artificialmente la liquidità in eccesso diminuendo gli impieghi o emettendo un maggior importo di obbligazioni a breve termine.

DANNO A TRASMISSIONE POLITICA MONETARIA BCE?

Le banche in grado di aumentare il volume degli impieghi potrebbero poi attingere direttamente alla Bce per prestiti pluriennali a tasso negativo con le nuove operazioni Tltro che partono il mese prossimo.

“L’implementazione di misure per mitigare l’impatto dei tassi negativi sui depositi Bce è complessa e rischia di creare inavvertitamente opportunità di arbitraggio per alcune banche, danneggiando così il funzionamento dei mercati monetari e la trasmissione della politica monetaria” spiega Giuseppe Maraffino, analista di Barclays.

Calcolare una soglia di esenzione sulla base di dati passati, come ad esempio la media delle riserve depositate da ciascuna banca da un anno a questa parte potrebbe arginare il problema.

In alternativa, Maraffino suggerisce di permettere l’accesso allo schema del ‘tiering’ soltanto alle banche che depositino più di quanto si finanzino presso la Bce, per ovviare ai possibili giochi di arbitraggio.

Il fatto che le banche della zona euro non siano tenute a rivelare i propri obblighi di riserva o l’eccesso di liquidità rende difficile fare previsioni.

Facile tuttavia immaginare che a trarne maggiore profitto sarebbero le banche dei paesi più ricchi, come la Germania, e soltanto i maggiori istituti di credito dei periferici, mentre quelli minori si troverebbero esclusi dal gioco.

Deutsche Bank, forte sostenitrice del ‘tiering’ dopo aver perso 400 milioni in ragione dei tassi Bce negativi, ha messo evocato il rischio di un “impatto decisivo” sui ricavi in caso di mancata introduzione dello schema.

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