July 4, 2019 / 11:44 AM / 5 months ago

Fonti - M5s minaccia revoca concessione ma vuole trattare con Atlantia

ROMA (Reuters) - Il Movimento 5 stelle promette da giorni che farà di tutto per revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia - società del gruppo Atlantia - dopo il crollo del Ponte Morandi, ma dietro le quinte già studia soluzioni meno traumatiche.

Logo di Atlantia nel quartier generale a Roma, Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi

La risoluzione unilaterale del contratto ha basi legali ma esporrebbe lo Stato a richieste di indennizzo potenzialmente enormi. Prende quindi piede la possibilità di presentare alla compagnia una serie di richieste, che includono un taglio considerevole dei pedaggi autostradali, spiegano tre fonti interne al Movimento.

In caso di revoca, l’articolo 9-bis della concessione prevede un indennizzo che alcuni analisti calcolano in circa 24 miliardi.

Il ministero delle Infrastrutture sostiene che nulla sia dovuto perché il crollo del ponte di Genova, costato la vita a 43 persone nel 2018, è stato causato da gravi inadempimenti di Autostrade.

Atlantia da parte sua ha sempre negato ogni addebito e ha messo sul piatto 439 milioni per ricostruire il Ponte.

Andando oltre le posizioni ufficiali, le fonti spiegano che le minacce di Luigi Di Maio, leader del Movimento e vice premier, hanno lo scopo di indurre la società a trattare.

“Di Maio non è pazzo. È evidente che ci può essere una soluzione. Abbiamo offerte da presentare e Atlantia ha interesse a trattare”, dice una delle fonti.

Di Maio stesso, in una intervista di martedì a Repubblica, si è mostrato disponibile a trovare una soluzione, anche se poi ha ribadito la linea dura in un successivo post su Facebook.

Un’altra fonte dei 5 stelle dice che ci sono “varie possibilità” per indurre Atlantia ad assumersi le sue responsabilità nel disastro di Genova.

Una diminuzione dei pedaggi autostradali sarebbe positiva per i consumatori e potrebbe aiutare i 5s a recuperare popolarità, dopo l’esito deludente del voto europeo di maggio.

L’eventuale negoziato è reso comunque difficile dai contrasti interni alla maggioranza. La Lega di Matteo Salvini è meno ostile nei confronti della società dei Benetton.

Anche le divisioni interne al Movimento hanno un peso. Alessandro Di Battista, visto come un potenziale rivale di Di Maio, ha assunto una linea di opposizione radicale su Atlantia, insistendo che bisogna andare avanti con la revoca.

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