June 20, 2019 / 9:30 AM / 6 months ago

Assicurazioni, spread ha pesato su ratio solvibilità compagnie in 2018 - Panetta

ROMA (Reuters) - La volatilità dello spread tra titoli di Stato italiani e di altri paesi ha avuto un impatto sui bilanci e sugli indici di solvibilità e queste tensioni sul mercato non sono ancora sopite, ha detto il neo presidente Ivass Fabio Panetta.

Il quartier generale di Assicurazioni Generali, la maggior compagnia assicurativa italiana, a Roma, Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi

Illustrando per la prima volta la relazione sull’attività svolta dall’Autorità che vigila sul settore assicurativo italiano il direttore gemerale di Bankitalia, che è anche numero uno dell’Ivass, ha sottolineato che il 2018 “è stato un anno impegnativo per il mercato assicurativo”.

L’indice di solvibilità (rapporto fondi propri e requisito capitale) per il complesso delle compagnie alla fine del 2018 era pari a 222%, “quasi 20 punti percentuali in meno rispetto alla fine del 2017 ma ben al di sopra del minimo regolamentare del 100%”, dice Panetta nella sua relazione.

Dopo il calo registrato a metà dello scorso anno, nella fase di accentuata turbolenza dei mercati, l’indice di solvibilità si è via via stabilizzato nei trimestri successivi.

“Non vanno dimenticate le tensioni nel mercato dei titoli di debito, non ancora sopite”.

Le compagnie italiane detenevano circa 300 miliardi di euro di titoli di Stato italiani alla fine del 2018.

Per il settore lo scorso anno è stato impegnativo per la crescente digitalizzazione, le pressioni della concorrenza e per l’adeguamento alle regole di Solvency II, il quadro regolatorio europeo.

Un fattore di correzione previsto dalle nuove regole, il cosiddetto ‘aggiustamento per la volatilità’ (o Volatility Adjustment) è stato più volte criticato da Ivass perché non consente alle compagnie italiane di mitigare variazioni significative negli spread sui titoli in portafoglio.

Le recenti modifiche del legislatore europeo per il calcolo del Volatility Adjustment, secondo Panetta “vanno nella giusta direzione, ma non possono considerarsi risolutive”.

La redditività del settore è stata in calo nel 2018 ma rimane positiva per il settimo anno consecutivo, dice la relazione.

Per la gestione vita la flessione dell’utile è stata “significativa”: il risultato è stato inferiore, seppur di poco, ai 2 miliardi nell’anno appena trascorso, rispetto ai 3,5 del 2017, perlopiù a motivo delle rettifiche di valore sui titoli.

Mentre per il ramo danni c’è stata una modesta contrazione, con un risultato di circa 2,2 miliardi rispetto ai 2,4 del 2017, in buona parte riconducibile al minor apporto del ramo RC auto.

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