June 20, 2019 / 5:55 AM / a month ago

Lega e M5s presentano legge di riforma governance Bankitalia

ROMA (Reuters) - Lega e Movimento 5 stelle hanno presentato in Senato un progetto di legge che modifica radicalmente le regole di nomina del governatore e della prima linea della Banca d’Italia e attribuisce al Parlamento il potere di modificarne lo statuto.

L'insegna della Banca D'Italia in centro a Roma, Italia. REUTERS/Alessandro Bianchi

Il testo, di cui Reuters ha letto una copia, è firmato dai capigruppo di maggioranza, Massimiliano Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5s), ma il vero ispiratore dell’iniziativa è il senatore euroscettico e presidente leghista della commissione Finanze Alberto Bagnai, secondo quanto spiegano fonti parlamentari.

L’obiettivo, specificato nella relazione che accompagna il progetto di legge, “è evitare che attraverso l’indipendenza [della banca centrale] si possa esulare dal sistema di bilanciamento e controllo dei poteri tipico delle democrazie liberali”.

La pubblicazione del progetto di legge aumenterà probabilmente le tensioni mai sopite tra Bankitalia e maggioranza.

Lega e soprattutto M5s hanno accusato Bankitalia di non aver vigilato adeguatamente per prevenire le crisi bancarie degli ultimi anni, in cui migliaia di italiani hanno perso i loro risparmi.

La Banca d’Italia, contattata da Reuters, non ha commentato.

L’articolo 1 della bozza prevede che le modifiche dello statuto della Banca d’Italia siano approvate con legge del Parlamento, nel rispetto dell’indipendenza richiesta dalla normativa comunitaria.

La legge attuale prevede invece che le modifiche siano deliberate dall’assemblea straordinaria dei partecipanti al capitale di Bankitalia.

Lega e M5s vogliono inoltre che i membri del direttorio siano nominati da governo e Parlamento.

Oggi la nomina del governatore è disposta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore di Bankitalia.

Il consiglio superiore, su proposta del governatore, nomina il direttore generale e i tre vice direttori con un iter che richiede un passaggio a Palazzo Chigi.

Secondo la proposta Romeo-Patuanelli, “il governatore, il direttore generale e uno dei vice direttori generali sono nominati su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del consiglio dei ministri”.

“Due vice direttori generali sono eletti, uno dalla Camera dei deputati e uno dal Senato della Repubblica, a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta dei presenti”, si legge nella bozza.

“I membri del direttorio, aventi cittadinanza italiana e comprovate qualifiche, sono individuati tra dipendenti di Banca d’Italia, professori universitari ordinari di materie economiche o giuridiche o personalità dotate di alta e riconosciuta esperienza in settori economici o organi costituzionali”.

Il nuovo statuto della Banca d’Italia dovrebbe entrare in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione della legge Lega-M5s in Gazzetta ufficiale.

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