June 5, 2019 / 8:20 AM / 5 months ago

INTERVISTA - Lega, Borghi: Conte non arretri in cambiamento regole Ue

ROMA (Reuters) - La Lega insisterà sul fatto che il premier Giuseppe Conte assuma una linea dura nei confronti della Commissione europea nei negoziati sulla finanza pubblica, e “non si fermerà davanti a nulla” per impedire nuove misure restrittive.

Lo ha detto in un’intervista a Reuters il responsabile economico del partito, Claudio Borghi.

    Oggi la Commissione dovrebbe formalizzare la violazione da parte dell’Italia delle regole Ue sul debito pubblico, dando il via a un processo che potrebbe portare a una multa e a un controllo più severo sulla politica di bilancio italiana.

    Ciò nonostante, Borghi ha detto che quest’anno il governo non deve mollare la presa, e che i negoziati non devono concludersi come nell’autunno scorso, quando l’Italia moderò la propria posizione accettando di rivedere al ribasso alcune politiche di spesa.

    “Non c’è nessuna possibilità che io, partendo da crescita zero e applicando una tassa, o tagliando una spesa, non vada in recessione, e quindi non si capisce perché io dovrei mandare in recessione in automatico il mio Paese”, ha detto il presidente della commissione Bilancio della Camera, parlando nel suo ufficio a Montecitorio.

    Dopo un lungo negoziato, a dicembre l’Italia ha accettato di abbassare l’obiettivo di deficit di quest’anno al 2,0% del prodotto interno lordo dal 2,4% fissato in origine. Borghi ha detto che stavolta le cose dovranno andare diversamente.

    “Noi siamo ed eravamo junior member del governo, questo va ricordato. Era impossibile, per una cosa di così alto livello, pensare di fare assolutamente prevalere il nostro punto di vista”, ha detto, aggiungendo che ora, fresca della vittoria del 26 maggio nelle elezioni europee, la Lega intende avere maggior voce in capitolo.

    La Lega ha ottenuto il 34% dei voti alle Europee, superando i partner di governo del Movimento 5 stelle che si sono fermati al 17%.

    Borghi non ritiene importante la decisione sui conti italiani che la Commissione prenderà oggi, ricordando che il mandato dell’attuale esecutivo Ue scade a novembre.

Ciò che conta, ha spiegato, sono i colloqui con i governi dell’Ue, a cui spetta la decisione finale su eventuali sanzioni, e la composizione della prossima Commissione, che deve essere meno ostile nei confronti dell’Italia.

    Borghi si è detto preoccupato delle dichiarazioni fatte lunedì dal premier Conte, secondo cui l’Italia deve obbedire alle regole di bilancio dell’Ue fino a quando non riuscirà a cambiarle.

    Per il leghista, si tratta di un’affermazione che fa dubitare della determinazione di Conte a portare avanti una lotta dura sulle regole e ha paragonato la situazione a quella del primo ministro britannico Theresa May, che avrebbe negoziato in modo poco convinto l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue perché lei stessa era una “remainer”.

“Vogliamo sapere molto chiaramente dal presidente Conte, ma anche dal ministro Tria se sono veramente convinti che le regole europee vadano cambiate e, qualora non si riuscisse a ottenere niente, che cosa sono disposti a fare”, ha spiegato.

    DUBBIO 5 STELLE

    Un altro punto interrogativo riguarda l’impegno dei 5 Stelle a tenere una linea dura nello sfidare la Ue. Secondo Borghi, il leader Luigi Di Maio in passato ha già cambiato più volte atteggiamento in merito.

    Borghi è un euroscettico di vecchia data e, sebbene nella Lega ci siano opinioni più moderate, ha chiarito che sul tema dei negoziati sul bilancio con Bruxelles la sua è la posizione del partito nel suo complesso.

    Il leghista non ha voluto dire se la Lega farà cadere il governo se le sue richieste non venissero soddisfatte, dicendo che la decisione spetta al leader Matteo Salvini.

“Siamo determinati a difendere l’interesse degli italiani”, ha detto e ha poi spiegato più in dettaglio i cambiamenti alle regole Ue per cui la Lega vuole che il governo, e i 5 stelle, combattano.

    Innanzitutto, secondo Borghi, le norme di bilancio europee devono essere semplificate, eliminando ogni riferimento al cosiddetto deficit “strutturale”, calcolato al netto del ciclo economico e delle misure una tantum.

    Il deficit strutturale sarebbe un indicatore inaffidabile e i conti basati su di esso sarebbero “fatti per essere falsati”. L’unica regola in tal senso dovrebbe essere il limite massimo del 3% del Pil, come stabilito dal trattato di Maastricht che ha gettato le basi dell’unione monetaria, ha aggiunto.

    Borghi ha anche chiesto alla Banca centrale europea di spendere fino a 1000 miliardi di euro per finanziare direttamente una serie di progetti di investimento in tutta l’Ue, acquistando obbligazioni emesse dalla Banca europea per gli investimenti.

L’esponente del Carroccio ha osservato che i partner internazionali dell’Italia hanno sempre respinto le richieste di eliminare gli investimenti pubblici dai calcoli del disavanzo, ma non dovrebbero avere alcun problema con la nuova proposta della Lega, in quanto i progetti sarebbero concordati dall’Ue nel suo complesso.

    “Potremmo finanziare un nuovo aeroporto a Berlino”, ha detto.

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