May 27, 2019 / 6:08 AM / 6 months ago

Voto Ue, Lega prima in Italia al 34%, M5s terzo dopo Pd

ROMA (Reuters) - La Lega si afferma alle elezioni europee come primo partito in Italia, con oltre il 34% dei voti, e ribalta così i rapporti di forza interni alla coalizione di governo.

Secondo i dati quasi definitivi del Viminale, con 61.406 sezioni scrutinate su 61.576, il Movimento 5 stelle si ferma al 17% dei consensi, terzo alle spalle del Partito Democratico che ha invece ottenuto il 22,7%. I pentastellati hanno perso quasi metà dei voti rispetto alle Politiche di marzo 2018, quando avevano conquistato la maggioranza relativa con circa il 32%.

I Fratelli d’Italia sono al 6,5%, con la leader Giorgia Meloni che individua nell’alleanza tra il suo partito e il Carroccio una maggioranza alternativa. Forza Italia si attesta invece all’8,8%. Nessuna tra le altre liste supera la soglia di sbarramento del 4%.

Lo spread di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi, nel tratto decennale, ha aperto la seduta a 268 per poi salire a 271 punti base dai 267 di venerdì, mentre l’euro è rimasto stabile contro il dollaro.

“Oggi e nelle prossime settimane l’atteggiamento degli investitori sarà ancora molto cauto, ‘wait and see’. Le tensioni sui mercati però inevitabilmente arriveranno”, commenta Nicola Nobile di Oxford Economics.

Un momento di nervosismo arriverà il 5 giugno, quando è previsto che l’Unione europea raccomandi l’apertura della procedura per deficit eccessivo. “Già lì lo spread potrebbe ricominciare a salire”, aggiunge Nobile.

Rimane aperto ogni scenario sul futuro dell’alleanza di governo. Entrambi i vice premier hanno espresso rassicurazioni sulla tenuta del governo.

Matteo Salvini ha detto che sul piano nazionale “non cambia nulla”, chiedendo però un’accelerazione sull’attuazione del programma.

In caso di trionfo del centrodestra in Piemonte, ha aggiunto Salvini, un’accelerazione dovrà esserci anche sulla realizzazione della Tav Torino-Lione, sostenuta dai leghisti e storicamente avversata dai pentastellati.

Salvini ha ammesso che l’Italia ha di fronte “un periodo economico complicato” ma ha ribadito il no agli aumenti Iva. “Vedremo di far valere in Europa i diritti di un grande Paese”, ha detto.

Di Maio ha commentato il brusco passo indietro spiegando che i 5 Stelle sono stati “penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare, restiamo comunque l’ago della bilancia in questo governo e da qui in avanti più attenzione ai territori”.

Di Maio si è detto pronto a discutere con la Lega di flat tax e salario minimo.

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