April 9, 2019 / 1:15 PM / in 7 months

Governo vede picco debito/Pil a 132,7% in 2019

ROMA (Reuters) - Complice il deterioramento del quadro macroeconomico, che costringe il governo a rivedere la crescita poco sopra lo zero, il debito pubblico è destinato a salire nel 2019 a un nuovo picco dal dopoguerra prima di tornare a scendere nel 2020.

La bozza del Documento di economia e finanza (Def), di cui Reuters ha letto una copia, indica per il 2019 un livello al 132,7 dal 132,2% del 2018 in termini tendenziali, senza cioè assumere tutte le misure allo studio dell’esecutivo.

Per gli anni successivi il rapporto debito/Pil si riduce al 131,7% nel 2020 e via via fino al 129,8% nel 2022.

Gli obiettivi programmatici non sono ancora noti. Le stime tendenziali includono comunque proventi da privatizzazioni pari all’1% del Pil nel 2019 (0,3% nel 2020). In particolare nel triennio 2019-2021 è confermato il programma di dismissioni immobiliari per 1,25 miliardi, “oltre agli 1,84 già previsti”.

Il Def, che fornisce la cornice della manovra per il 2020, sarà varato questa sera dal Consiglio dei ministri.

Il profilo di finanza pubblica indica un obiettivo di deficit al 2,4% del Pil nel 2019 (dal 2,04% indicato lo scorso dicembre) e al 2,1% nel 2020.

Il target di quest’anno sconta il congelamento dei 2 miliardi accantonati lo scorso dicembre a garanzia degli impegni europei. Senza queste somme il deficit salirebbe al 2,5% in termini tendenziali.

I numeri del quadro programmatico sono comunque ancora suscettibili di modifiche e non è escluso che alla fine l’indebitamento netto sia migliorato a quota 2,3%, secondo fonti governative.

Il ritorno dell’Italia in recessione nel secondo semestre del 2018 ha ricadute negative sul 2019 e rende irraggiungibile il +1% di crescita stimato a dicembre.

A politiche invariate la bozza conferma infatti che l’economia crescerà di 0,1 punti percentuali nel 2019 e di 0,6 nel 2020.

I provvedimenti adottati dal governo, soprattutto ‘decreto crescita’ e decreto sblocca cantieri, spingeranno il Pil a +0,2% quest’anno e a +0,7% l’anno prossimo. “È soprattutto la componente degli investimenti fissi lordi a spiegare la maggiore crescita del Pil”, si legge nel testo.

“La ripresa degli investimenti deve coinvolgere non solo i vari livelli dell’amministrazione pubblica, ma anche le società partecipate o titolari di concessioni pubbliche”.

Il Def conferma l’impegno all’introduzione graduale di una dual tax al 15 e al 20%, “a partire dai redditi più bassi”.

La flat tax “ridurrà il cuneo fiscale sul lavoro e sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali, salvaguardando quelle destinate al sostegno della famiglia e delle persone con disabilità”.

(Stefano Bernabei, Gavin Jones, Giuseppe Fonte)

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