April 3, 2019 / 3:42 PM / 7 months ago

Eni Shell Nigeria, consulente pm: procedura assegnazione licenza "senza precedenti"

MILANO (Reuters) - Al processo in corso al Tribunale di Milano sulle presunte tangenti Eni e Shell in Nigeria, il consulente dell’accusa ha definito il procedimento di assegnazione del campo petrolifero Opl-245 nel 2011 “anomalo e senza precedenti” nel settore oil and gas nigeriano.

Il consulente Dayo Ayoade, legale nigeriano, interrogato in aula dal pubblico ministero Fabio De Pasquale e dal presidente del collegio giudicante Marco Tremolada, ha descritto come “contrario alla legislazione vigente” il procedimento di assegnazione di Opl-245 a Eni e Shell.

Secondo il legale nigeriano è “anomalo e senza precedenti” che l’assegnazione della concessione sia avvenuta tramite “resolution agreement” e “preoccupante” il contratto di garanzia (escrow account) usato da Eni e Shell per pagare il miliardo e 92 milioni di dollari per l’Opl-245 perché “il denaro andò al governo nigeriano come semplice intermediario per far arrivare la cifra alla società Malabu, che aveva problemi reputazionali. Il governo è stato usato come una condotta, un tubo per trasmettere i soldi a Malabu”.

Il consulente ha bollato infine la cifra come una “sottovalutazione anche assumendo che il denaro pagato fosse destinato al governo e non a Malabu. Le valutazioni vanno da 1,66 a 3,2 miliardi di dollari per un giacimento con riserve di greggio superiori a 500 milioni di barili”.

Di segno opposto la lettura offerta da Eni, che attraverso un portavoce ha commentato: “Il consulente, che peraltro ha dichiarato di non avere la conoscenza tecnica e le informazioni sufficienti per attribuire autonomamente un valore economico all’operazione, ha sostanzialmente confermato che il pagamento fu effettuato da Eni e Shell direttamente al governo nigeriano, esprimendo poi valutazioni del tutto personali sul successivo utilizzo dei pagamenti da parte del governo, e non di Eni e Shell”.

“Teniamo a sottolineare che il consulente ha specificato di avere ricevuto informazioni da tecnici pagati dall’associazione Global Witness” prosegue il portavoce Eni, precisando che gli ‘escrow account’ sono strumento di comune utilizzo nell’industria dell’oil and gas. Ha confermato poi che la pratica dell’allocazione discrezionale delle licenze è tutt’ora perfettamente legale in Nigeria, così come rientra nella disponibilità esecutiva del presidente concedere esenzioni fiscali”.

“Prendiamo atto infine come il presidente del Tribunale abbia messo in evidenza con le sue domande alcune contraddizioni emerse nel corso della deposizione”, ha concluso.

Il procedimento in corso a Milano vede imputate le società Eni e Shell e altre 13 persone fra le quali l’AD Eni Claudio Descalzi (nella sua veste, all’epoca dei fatti, di direttore generale della divisione Exploration e Production), l’ex AD Paolo Scaroni e l’ex direttore esecutivo per esplorazione e produzione di Shell, Malcolm Brinded.

L’accusa ipotizza il pagamento di tangenti per 1,092 miliardi su 1,3 miliardi di dollari versati nel 2011 da Eni e Shell su un conto del governo nigeriano per l’acquisto della licenza per l’esplorazione del campo petrolifero Opl-245. Il periodo dei fatti contestati va dall’autunno 2009 al 2 maggio 2014.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto le accuse, sottolineando che il prezzo dell’acquisto fu versato su un conto ufficiale del governo di Lagos e che il successivo trasferimento di gran parte del denaro su altri conti, in particolare su quello della società Malabu (che la procura indica appartenere all’ex ministro Etete), era al di fuori della sfera d’influenza delle società acquirenti.

(Emilio Parodi)

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