March 29, 2019 / 4:45 PM / 8 months ago

Tim, Vivendi propone ad assemblea di rinunciare a revoca consiglieri

ROZZANO (Reuters) - Vivendi ha proposto all’assemblea di Tim di revocare la richiesta di sostituzione di cinque membri del cda in quota Elliott, offrendo apparentemente un ramoscello d’ulivo per superare l’impasse nella quale si trova il gruppo telefonico a causa della disputa tra i due azionisti.

Era stato lo stesso gruppo francese a far inserire all’ordine del giorno dell’assembla di oggi la richiesta di revoca dei consiglieri.

Vivendi chiedeva di sostituire il presidente di Tim Fulvio Conti e altri quattro amministratori indicati da Elliott, lamentando una “sostanziale mancanza di indipendenza” e accusandoli di scorrettezze nel processo che ha portato alla destituzione dell’ex AD Amos Genish a novembre.

Vivendi probabilmente non sarebbe riuscita a far passare la sua mozione, complice anche il parere negativo ricevuto da tre influenti proxy adviser, che nelle scorse settimane hanno raccomandato di votare contro la proposta del socio francese, la cui collaborazione è vitale per la gestione della società, avendo una quota del 23,9%.

Il titolo Tim guadagna circa il 2,3% alle 16,00 dopo essere salito di oltre il 3% in corso di seduta.

“Vivendi si augura che il board di Tim rappresenti meglio la base degli azionisti della società e che sia guidato in modo trasparente e inclusivo”, ha detto Caroline Le Masne de Chermont, responsabile affari legali di Vivendi, intervenendo all’apertura dei lavori dell’assemblea.

Elliott, che oggi detiene il 9,6% di Tim, ha strappato al gruppo francese il controllo del consiglio di amministrazione dell’ex incumbent lo scorso maggio, accusando i francesi di una gestione finalizzata solo ai propri interessi, e chiedendo un radicale rilancio del gruppo telefonico.

Da allora la disputa tra soci ha vissuto un’escalation, contribuendo alla perdita di un terzo del valore delle azioni di Tim nell’ultimo anno e portando alla sostituzione di Genish, un alleato di Vivendi, con Luigi Gubitosi, tra i membri del board indicati da Elliott.

Fonti vicine alla situazione hanno affermato che le diverse parti potrebbero essere aperte a trovare una sorta di accordo dopo l’assemblea, anche se finora non ci sono segni sia stato raggunto.

Cassa Depositi e Prestiti, che ha recentemente aumentato la propria quota diventando il secondo azionista di Tim con una quota intorno al 10%, potrebbe interpretare un ruolo di mediazione tra i due fronti.

Tim, che ha per anni avuto performance peggiori dei suoi competitor europei, sta affrontando nuovi concorrenti sia nella banda larga che in quella mobile, e le sue attività brasiliane si stanno gradualmente riprendendo.

Nel suo primo piano strategico triennale presentato il mese scorso, Gubitosi si è impegnato ad accelerare il taglio dei costi, ridurre i debiti e aumentare i profitti core dal prossimo anno.

Una tregua tra Vivendi ed Elliott potrebbe accelerare la creazione di un unico operatore a banda larga in Italia attraverso la rete unica con Open Fiber. Su quest’ultimo punto, Gubitosi ha detto oggi che i negoziati sono in corso e che è “ottimista”.

Per quanto riguarda la governance, un possibile compromesso potrebbe includere un consiglio più equilibrato e un presidente nominato dal Cdp, hanno spiegato alcune fonti.

Sia Gubitosi che Conti hanno detto di augurarsi che la disputa tra i due azionisti possa concludersi e che l’azienda si possa concentrare sugli obiettivi strategici.

Gubitosi ha definito “coraggiosa” la mozione di Vivendi e ha tentato di avvicinare le parti per garantire che “Tim possa tornare a essere una società normale”.

Proprio in vista di una possibile tregua e degli sforzi del management di trovare un punto di dialogo, Vivendi potrebbe essere stata indotta a lasciar cadere la richiesta di revoca dei consiglieri, ha spiegato uno delle fonti.

“Se il cambiamento avviene come (Gubitosi) ha annunciato, può contare sulla nostra lealtà”, ha dichiarato Le Masne De Chermont.

Il mercato e gli investitori confidano che quello odierno possa essere un segnale che Elliott e Vivendi siano finalmente pronti a seppellire l’ascia di guerra consentendo al management di promuovere misure per ridurre il debito, affrontare la concorrenza e perseguire opzioni strategiche per aumentare il valore.

“Tim non può permettersi ulteriori ritardi nel risolvere i problemi operativi”, ha sottolineato Emanuele Vizzini, direttore generale del fondo di investimento Investitori Sgr. 

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Reporting by Elvira Pollina

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