February 13, 2019 / 9:56 AM / 9 months ago

Moda Italia, settore continua a crescere, aziende più piccole accelerano

MILANO (Reuters) - Il settore moda italiano ha confermato il trend di crescita nel 2017, pur rallentando il passo rispetto agli anni precedenti, e ha visto ridursi il divario tra le top 15 e le “inseguitrici” in un contesto che si rivela complessivamente più omogeneo.

Pubblicità di Versace sul Duomo di Milano, il 25 settembre 2018. REUTERS/Stefano Rellandini

Sono alcuni degli elementi emersi dal rapporto R&S di Mediobanca sui principali gruppi della moda presentato oggi.

Lo studio prende in esame le dinamiche delle 163 Aziende Moda Italia con un fatturato superiore a 100 milioni nel 2017, oltre ai principali gruppi europei del settore.

Il fatturato aggregato della moda italiana, pari a 70,4 miliardi di euro (l’1,3% del Pil nazionale, contro l’1,1% del 2013), evidenzia un incremento del 28,9% rispetto al 2013, dovuto in buona parte alle ottime performance del 2015 (+9,9%) e del 2014 (+7%), mentre nel 2017 il ritmo di crescita si è attestato al 4,5%.

Complessivamente le Aziende Moda Italia hanno visto crescere le proprie vendite annuali mediamente del 6,6% nel 2013-2017, nonostante il lieve calo della redditività (l’ebit margin è passato dal 9,6% del 2013 all’8,9% del 2017).

Il fatturato estero, sempre più determinante nei bilanci delle aziende analizzate, si attesta nel 2017 al 63% delle vendite totali, quota superiore a quella registrata dalle principali società manifatturiere italiane (56,7%). A livello settoriale risultano più orientati ai mercati esteri l’occhialeria (89,8%), il tessile (72,5%) e la pelletteria (66,1%).

Delle 163 Aziende Moda Italia, 15 hanno un fatturato superiore a 900 milioni e rientrano nell’analisi dedicata alle grandi imprese europee della moda. In generale, le Top15 sfruttano il proprio vantaggio competitivo sulle altre società, distinguendosi per redditività (ebit margin all’11,6% contro il 6,8% delle altre aziende) e liquidità (l’incidenza sull’indebitamento finanziario è del 139,8% per le Top15 contro il 52,2% delle altre). Le 148 società ‘follower’ rispondono però con una maggiore crescita media annua dei ricavi nel periodo 2013-2017 (+9,5% contro il +3,5% delle Top15).

Inoltre le Top15, che nel 2013 godevano di una fortissima concentrazione dei profitti (avevano generato il 77,7% dei profitti aggregati), hanno perso parte di questo strapotere (nel 2017 la quota si è ridotta fino al 56,2%).

Anche i dati relativi all’affidabilità creditizia dimostrano come la disparità fra le aziende del sistema moda Italia sia in affievolimento: tra il 2013 e il 2017 è diminuita del 32% la quota di aziende fragili e aumentata del 15% quella delle imprese ‘investment grade’. La probabilità di fallimento delle imprese fragili è diminuita (-20%), mentre quella delle imprese ‘investment grade’ è aumentata del 12%: in altre parole, le aziende solide appaiono un po’ meno solide e le rischiose un po’ meno rischiose, delineando un quadro più omogeneo.

Il confronto con il resto d’Europa conferma la supremazia dell’Italia a livello numerico (con le sue big 15 rappresenta oltre un terzo del totale), ma anche il primato della Francia in termini di giro d’affari. I gruppi francesi — favoriti anche dal formidabile apporto dei marchi italiani acquistati dai colossi d’Oltralpe — contano infatti per il 30,3% del fatturato aggregato, doppiando Italia (13,4%) e Spagna (13%).

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