February 12, 2019 / 3:19 PM / 9 days ago

Ue, Stati minori votano contro abolizione potere veto su norme fiscali

BRUXELLES (Reuters) - I ministri delle Finanze di alcuni Stati minori dell’Unione europea si sono opposti a un piano che limiti la possibilità dei governi di fermare le riforme europee su questioni tributarie, una mossa che riduce ulteriormente la probabilità di introdurre un’imposta europea sulle grandi aziende digitali.

I Paesi più piccoli si sono opposti per anni agli sforzi di ridurre le maglie che permettono l’evasione fiscale e in alcuni casi addirittura il riciclaggio di denaro.

Molti di loro difendono il loro diritto di decidere le proprie leggi tributarie e di offrire condizioni favorevoli per attrarre aziende straniere.

In un tentativo di risolvere la questione, la Commissione europea ha proposto il mese scorso di eliminare progressivamente il potere di veto che gli Stati possiedono sulla revisione delle norme fiscali.

Tuttavia, durante la riunione, Lussemburgo, Malta, Lituania, Paesi Bassi e Svezia hanno votato per mantenerlo ma sarebbe bastato un solo voto contrario per bloccare il piano in tutta l’Unione.

A opporsi alla proposta è stato soprattutto il ministro delle Finanze del Lussemburgo Pierre Gramegna. Il Paese ha bloccato per anni le norme anti-evasione europee che richiedono lo scambio di informazioni sui conti in mano a cittadini stranieri.

Il Lussemburgo è anche contrario all’introduzione di una tassazione comune che limiterebbe la possibilità di offrire condizioni più vantaggiose alle grandi aziende.

Altri piccoli Paesi, guidati dall’Irlanda, hanno bloccato poi una tassa comune sui ricavi generati online. Questo fatto ha spinto diversi Stati, tra cui Francia, Italia e Spagna, a introdurre norme simili a livello nazionale, nonostante il rischio di indebolire, così facendo, il mercato europeo.

Un nuovo tentativo per introdurre una digital tax europea più mite potrebbe arrivare nelle prossime settimane, ma ha poche possibilità di successo.

La proposta di una tassa simile l’anno scorso era motivata, secondo Bruxelles, dalla necessità di rendere la competizione di nuovo equa nell’Unione, ponendo fine alle pratiche che permettono alle multinazionali come Google, Facebook e Amazon di ridurre le proprie tasse facendo risultare i propri ricavi europei in Paesi con un livello di imposte basso, come il Lussemburgo o l’Irlanda.

Germania e Francia hannno supportato il piano della Commissione di introdurre l’approvazione a maggioranza sulle norme tributarie. Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha detto, in una conferenza stampa congiunta col collega francese, che la riforma è necessaria per semplificare le decisioni all’interno dell’Unione.

(Francesco Guarascio)

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