January 23, 2019 / 7:06 PM / 8 months ago

Alitalia verso trattativa con Delta dopo incontro Ferrovie Lufthansa

ROMA (Reuters) - Lufthansa non è disponibile a investire in Alitalia senza avere il controllo della compagnia o se si prevede la supervisione dello stato.

E’ quanto riferisce una fonte a conoscenza del dossier.

E’ questo il senso della risposta data dai manager della compagnia aerea tedesca lunedì durante l’incontro con i colleghi di Ferrovie dello stato che li hanno incontrati per valutare la disponibilità a partecipare al salvataggio di Alitalia.

La posizione del gruppo tedesco ribadisce la dichiarazione di analogo tenore fatta a ottobre del 2018.

Le Ferrovie hanno in calendario un cda per la settimana prossima, indiscrezioni di stampa lo indicano per il 29 gennaio, e secondo la fonte dovrebbero decidere di avviare la trattativa in esclusiva con Delta.

Il governo ha messo in vendita la compagnia in amministrazione straordinaria dandole in dote un prestito di 900 milioni che deve essere rimborsato a fine giugno. I commissari Stefano Paleari, Luigi Gubitosi, oggi sostituito da Daniele Discepolo, ed Enrico Laghi hanno offerto, a pezzi o in blocco, la società andata in dissesto a maggio del 2017, ma senza ottenere offerte valide.

In autunno è spuntata, a procedura di vendita in scadenza, la manifestazione interesse vincolata di Ferrovie. Condizionata, cioè, al coinvolgimento di un socio, industriale del settore. Ferrovie poi ha chiesto tempo, fino alla fine di gennaio, per scegliere il partner.

Da allora l’Ad di Ferrovie e i suoi advisor hanno riaperto la discussione con Lufthansa e gli americani di Delta.

Nell’incontro di lunedì 21 i tedeschi hanno sì rimodulato la loro proposta, ma di fatto si sono chiamati fuori: i manager di Lufthansa si sono detti disponibili ad “includere alcune delle attività a terra che oggi fanno capo ad Alitalia, che in precedenti confronti con i commissari avevano detto di non voler rilevare”, spiega la fonte. Si tratterebbe dell’handling e alcune manutenzioni. Così da ridurre a circa 5.200/5.300 il numero degli esuberi. Ma i vertici del gruppo tedesco hanno ribadito di volere “il controllo sulla gestione della compagnia aerea”.

Un’offerta irricevibile per Ferrovie, che ha chiesto di acquistare l’intera attività del vettore in amministrazione straordinaria e quindi è alla ricerca di un partner per il tutto e non per la sola parte volo. Ma soprattutto per il governo e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che è il venditore di ultima istanza.

A dicembre Di Maio ha spiegato il proprio disegno: il governo italiano, oltre a voler mantenere una partecipazione intorno al 15%, avrebbe dovuto mantenere una supervisione sulle strategie. Inoltre ad Alitalia serve un piano di sviluppo, non un salvataggio.

Così, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto da parte dei manager di Lufthansa, il cda di Ferrovie, convocato per la prossima settimana “chiederà di andare ad un faccia a faccia con Delta” anticipa la fonte.

Non è chiaro se verrà coinvolta anche AirFrance, che oggi ha nel proprio capitale il colosso americano.

Indiscrezioni di stampa hanno indicato un possibile interesse di Delta e AirFrance per prendersi un 20% ciascuno di Alitalia. Air France durante i 18 mesi di commissariamento ha sempre e solo parlato di interesse per accordi commerciali e detto di no ad un nuovo ingresso nel capitale.

La fonte dice “Battisti non vuole mettere nell’affare più di 200 milioni e quindi gli altri soci, oltre allo stato che potrebbe convertire parte del prestito, dovranno mettere il resto, alla fine anche AirFrance potrebbe entrare come socio”.

“Con Delta ci sarebbero comunque 3.500 persone di troppo”, ha detto la fonte.

Anche Delta, come Lufthansa, ha chiesto che la ristrutturazione del vettore italiano avvenga prima del suo ingresso.

I manager di Delta hanno però posto sul tavolo un’ulteriore richiesta. E’ noto che gli americani stanno conducendo una guerra commerciale contro le compagnie dei paesi del Golfo. Quest’ultime infatti sfruttano gli accordi con alcuni paesi europei per viaggiare negli Stati Uniti aumentando di fatto le quote di volato nel mercato americano. Delta ha chiesto a Battisti “un intervento del governo italiano su questa materia per stoppare i voli delle compagnie del golfo dagli aeroporti italiano”, questa circostanza è stata confermata da un seconda fonte a conoscenza del dossier.

(Alberto Sisto)

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