January 21, 2019 / 11:52 AM / a year ago

Tim, Elliott: deve procedere in tempi brevi a scorporo rete fissa

MILANO (Reuters) - Il fondo Elliott, che esprime la maggioranza del consiglio di amministrazione di Telecom Italia (Tim), vuole che si proceda rapidamente con lo scorporo della rete fissa, mossa che ritiene sarebbe in linea con quanto richiesto da AgCom.

Una torre di Telecom Italia. REUTERS/Stefano Rellandini/File Photo

Il fondo attivista punta a una politica di cessioni, che include la separazione e possibile vendita di una quota della rete, anche per sostenere le quotazioni delle azioni in borsa.

Secondo un documento dell’autorità, pubblicato nei giorni scorsi, con la separazione proposta, Tim conserverebbe un significativo potere e non avrebbe diritto a vantaggi regolatori, di cui potrebbe probabilmente usufruire se non avesse più il controllo della rete.

Prima di arrivare alla delibera AgCom il documento resterà in consultazione pubblica per 45 giorni.

Il piano ora all’esame dell’autorità è quello varato dal precedente Ceo, Amos Genish, espressione del primo azionista di Telecom Italia, Vivendi, e prevede il conferimento degli asset della rete fissa a una nuova società che sarebbe controllata al 100% da Tim.

Elliott punta invece a fare in modo che Tim conservi tra il 25 e il 75% della società della rete, quota da determinare anche in funzione della posizione dell’autorità. Il fondo non è quindi contrario in linea di principio a scendere sotto il 50% del capitale della NetCo.

La disponibilità a cedere una quota della rete aprirebbe la strada all’ipotesi di creazione di una rete unica nazionale, richiesta da quasi tutte le forze politiche, o semplicemente a un’integrazione con Open Fiber, concorrente infra-strutturale, controllato da Enel e da Cassa Depositi e Prestiti.

“La decisione di AgCom conferma che il progetto di Vivendi di mantenere l’intero capitale di NetCo in Tim non solo non crea valore per gli azionisti, ma è considerata insufficiente dalla stessa autorità anche per un cambiamento del quadro regolatorio”, dice un portavoce Elliott in una nota.

“Elliott ritiene che l’attuale cda di Tim debba intraprendere senza ulteriori ritardi i passi necessari per la creazione e la separazione di una rete unica, che possa creare valore per l’azienda e i suoi dipendenti, per gli azionisti e per il sistema Paese”, aggiunge.

Il fondo attivista, socio con l’8,8% del capitale della società telefonica, continua poi la polemica con Vivendi, titolare del 23,9% delle azioni ordinarie, dopo l’emissione di un profit warning da parte della società, la scorsa settimana.

Il cda ha diffuso i dati preliminari che prevedono un Ebitda domestico in calo nel 2018. A metà novembre dello scorso anno il cda ha nominato il nuovo Ceo Luigi Gubitosi, dopo aver sfiduciato Genish.

“I recenti risultati finanziari e la decisione di AgCom evidenziano che le decisioni del precedente cda sotto il controllo di Vivendi, motivate da presunte ragioni industriali, hanno avuto come risultato un anno di distruzione di valore e di tempo perso a spese di Tim, dei suoi azionisti, e dell’intero Paese”, dice il portavoce Elliott nella nota.

Non è stato possibile avere un commento immediato da Vivendi.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below