January 14, 2019 / 9:29 AM / 10 months ago

INTERVISTA - Toninelli: completare la TAV non sarebbe sconfitta politica

ROMA (Reuters) - La decisione finale del governo italiano se proseguire o meno la costruzione del collegamento ferroviario ad alta velocità tra Torino e Lione avverrà prima delle elezioni europee di maggio.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. REUTERS/Remo Casilli

Lo ha detto in una intervista a Reuters il ministro dell’Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, che non considera comunque una sua sconfitta politica l’eventuale decisione di proseguire l’opera.

Il progetto sta causando una profonda divisione all’interno della coalizione di governo, con la Lega a favore del progetto e che sabato ha partecipato a Torino alla manifestazione Si Tav, mentre il Movimento 5Stelle è contrario e ha fatto del No Tav una sua battaglia fin dalle elezioni.

Toninelli comunque professa ottimismo e non crede che su questa opera, fortemente voluta da larga parte del nord produttivo, che è il tradizionale bacino elettorale della Lega, possa cadere il governo gialloverde.

“Anche stavolta faremo sintesi con la Lega, tenendo conto di un contratto di Governo che parla chiaro”, dice rispondendo per iscritto alle domande di Reuters.

“Se si farà, vorrà dire che vale la pena farla e io comunque avrò verificato che non si sprecano i soldi dei cittadini. Dunque, avrò operato al meglio”.

Il contratto prevede l’impegno a sospendere i lavori esecutivi e ridiscutere integralmente il progetto.

L’opera già avviata per la realizzazione del collegamento da 270 chilometri, ha un costo stimato di circa 26 miliardi. Prevede impegni finanziari anche di Parigi e fondi europei.

L’iter stabilito dal governo italiano prevede una analisi costi e benefici e una tecnico giuridica sui costi di bloccare i contratti vigenti. Queste valutazioni dovranno essere condivise a breve con il governo francese prima di approdare sul tavolo del consiglio dei ministri.

“Stiamo lavorando per poter chiudere il dossier prima delle Europee. Per farlo dovremo fare una sintesi sia interna al governo che con la Francia”, dice il ministro.

“Le deduzioni di Parigi, in accordo con la Ue, saranno ovviamente tenute in grandissima considerazione”, aggiunge.

Lo scorso mese circa 3.000 imprenditori a Torino hanno manifestato per chiedere al governo di proseguire i lavori e sabato scorso, sempre nel capoluogo piemontese, un’altra manifestazione in piazza per il Sì alla Tav ha visto la partecipazione di numerosi sindaci, delle forze di opposizione e anche di rappresentati della Lega.

La Commissione europea a novembre scorso ha avvertito che ritardi nel completamento del progetto potrebbero portare a una riduzione dei fondi europei.

“Sette anni e 3 miliardi per bloccarla, dieci anni e 2,8 miliardi per finirla”, ha twittato la scorsa settimana Guido Crosetto, politico piemontese di Fratelli d’Italia, citando un dossier che circola tra chi è per proseguire i lavori, secondo il quale smettere di costruire costerebbe quanto completare il progetto.

“Vedremo e confronteremo le due analisi a breve”, risponde il ministro.

Quanto alla possibilità, sostenuta dal vice premier e leader leghista Matteo Salvini, che si faccia un referendum per sondare pro e contro, Toninelli dice: “Se i cittadini lo chiedono, il referendum è uno strumento cui non possiamo opporci. Ma il dibattito deve essere informato e l’analisi costi-benefici serve anche a questo”.

C’è poi il dossier Autostrade. A cinque mesi dal crollo di Ponte Morandi, a Genova, “i rapporti di forza [tra il governo e la concessionaria] sono cambiati in modo evidente”, dice Toninelli.

La società dei Benetton guidata da Giovanni Castellucci è stata estromessa per decreto dai lavori di demolizione e ricostruzione del ponte e il commissario ha chiesto e ottenuto che paghi i circa 430 milioni per abbattere i monconi di Ponte Morandi e realizzare la ricostruzione.

Nel frattempo, da quel Ferragosto del 2018, è partita una lunga e complessa procedura con cui il governo intende togliere ad Autostrade la concessione per la maggiore rete autostradale a pedaggio del Paese.

La proceduta andrà avanti? “Ovvio. E con la massima decisione”, risponde il ministro.

Quanto ai retroscena politici secondo i quali la Lega, dopo le Europee, chiederebbe un rimpasto di governo e la casella delle Infrastrutture, Toninelli dice che la sua poltrona è stabile. “Sì. Stabile e ferma quanto la mia volontà di continuare a lavorare per rimettere al centro gli interessi dei cittadini”.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below