January 3, 2019 / 9:53 AM / 10 months ago

Diplomatico nordcoreano in Italia scomparso, Farnesina non ne sa niente

SEUL/ROMA (Reuters) - Un diplomatico nordcoreano che fino a poco tempo fa era il facente funzioni dell’ambasciata di Pyongyang in Italia è scomparso, ha detto oggi un deputato sudcoreano, dopo che secondo un quotidiano di Seul l’uomo ha riferito di essere in cerca di asilo in Occidente.

Il leader nord coreano Kim Jong Un fotografato a Pyongyang January 1, 2019 photo released by North Korea's Korean Central News Agency (KCNA). KCNA/via REUTERS. ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. REUTERS IS UNABLE TO INDEPENDENTLY VERIFY THIS IMAGE. NO THIRD PARTY SALES. SOUTH KOREA OUT.

Secondo una fonte della Farnesina non risulta che il diplomatico, Jo Song Gil, abbia chiesto asilo in Italia, e il ministero degli Esteri è solo al corrente dell’avvicendamento al vertice dell’ambasciata nordcoreana, avvenuto “qualche settimana fa”.

Secondo Kim Min-ki, un parlamentare sudcoreano che è stato informato dal Servizio di intelligence nazionale, Jo Song Gil è scomparso con sua moglie dopo aver lasciato l’ambasciata senza preavviso all’inizio di novembre.

Oggi il quotidiano JoongAng Ilbo, citando una fonte diplomatica non identificata, ha detto che Jo, 48 anni, aveva fatto richiesta di asilo in un non meglio precisato Paese occidentale ed era in un “luogo sicuro” con la sua famiglia sotto la protezione del governo italiano.

Kim ha detto ai giornalisti di avere alcune informazioni sul caso: “Hanno lasciato la missione diplomatica e sono spariti”, ha detto riferendosi a Jo e alla sua famiglia.

Se la defezione di Jo fosse confermata, si tratterebbe dell’ennesimo caso di diplomatici di primo piano che hanno cercato di fuggire dalla Corea del Nord, un Paese impoverito e oppressivo sotto il dominio del leader comunista Kim Jong Un.

Jo, in Italia dal 2015, aveva assunto la carica nell’ottobre 2017, dopo che il governo italiano aveva espulso l’ambasciatore Mun Jong Nam in segno di protesta contro i test missilistici nucleari a lungo raggio della Corea del Nord, che aveva sfidato le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Una fonte familiare con la vicenda, che ha chiesto di restare anonima, ha detto a Reuters che Jo è stato ufficialmente sostituito da Kim Chon alla fine di novembre, quand’era previsto che rientrasse in Corea del Nord.

La fonte non ha potuto confermare il reportage del quotidiano JoongAng Ilbo o se Jo fosse ancora in Italia.

La presidenza sudcoreana ha detto di non essere a conoscenza della questione.

Il quotidiano scrive che Jo era in Italia con moglie e figli. Citando un esperto non identificato, dice che l’uomo è il figlio o il genero di un alto funzionario della Corea del Nord.

La Corea del Nord ha costretto i diplomatici di stanza all’estero a lasciare i figli in patria, dopo che Kim ha assunto il potere alla fine del 2011. Secondo l’ex ambasciatore della Corea del Nord Thae Yong Ho, che ha defezionato con la famiglia nell’agosto 2016, fu quella la ragione principale che lo convinse a fuggire. Ma Thae ha anche scritto che c’erano alcune eccezioni per i vertici del regime, considerati i più fedeli a Kim.

(Hyonhee Shin, Joyce Lee e Josh Smith)

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