December 27, 2018 / 8:56 AM / a year ago

Carige, stop ad aumento capitale, Malcalza si astiene

GENOVA (Reuters) - Con l’astensione del principale azionista, Malacalza Investimenti, l’aumento di capitale di Carige fino a 400 milioni di euro non riesce ad ottenere il via libera dall’assemblea dei soci, bloccando per il momento l’esecuzione dell’ampia manovra di rafforzamento patrimoniale e aprendo scenari di incertezza. L’aumento di capitale è infatti il pilastro principale della manovra di rafforzamento, autorizzata ieri dalla Bce, per consentire alla banca di rientrare nei livelli di patrimonio richiesti, ed è necessario per assorbire il bond subordinato Tier 2 da 320 milioni sottoscritto dallo Schema volontario del Fitd. Senza l’appoggio dell’azionista di riferimento dell’istituto ligure con il 27,5% del capitale, la proposta non ha raggiunto il quorum deliberativo necessario pari ai due terzi del 40% circa del capitale presente. Malacalza, dichiarandosi non contrario “in principio” ad una nuova operazione di ricapitalizzazione, e ribadendo la fiducia nel nuovo Cda nominato appena tre mesi fa, sostiene di avere bisogno di “tutti gli elementi necessari” per consentire una adeguata valutazione dell’operazione e una sua eventuale sottoscrizione. In particolare tra gli elementi che dovranno ancora definirsi cita il nuovo piano industriale — in via di elaborazione e che sarà completato nel corso del primo trimestre — il nuovo target Srep delle Bce; un’ analisi completa e definitiva del portafoglio crediti; i risultati di bilancio del 2018 e le condizioni di un potenziale merger. “Non è dato sapere se l’Autorità di Vigilanza ha svolto o prevede di svolgere ulteriori assessment sulla banca”, aggiunge in merito alla questione relativa ai 256 milioni di nuove rettifiche emerse nell’ultimo trimestre in seguito all’ispezione della Bce.

Stretto tra l’incertezza legata ad una nuova iniezione di capitale dopo gli oltre 400 milioni già investiti in una banca che ai prezzi di ieri capitalizza 90 milioni, e lo spettro di una iperdiluizione, fino quasi a scomparire, nel caso di conversione in equity del bond sottoscritto dal sistema bancario, Malacalza vuole guadagnare tempo per decidere come muoversi.

Nell’approvare il ‘capital conservation plan’ la Bce ha concesso un’estensione fino a fine 2109, termine entro il quale la banca dovrà rispettare i requisiti patrimoniali nell’ambito di un ampio piano che prevede anche un “impegno concreto verso un’aggregazione aziendale”.

L’AD Fabio Innocenzi ha tuttavia sottolineato che la proroga concessa dalla vigilanza è legata all’esecuzione dell’intero rafforzameno patrimoniale, incluso dunque l’aumento, e pertanto la mancata delibera di oggi potrebbe fare venire meno l’estensione temporale aprendo spazi di incertezza.

“Non c’è tempo, ci ammazzano, ci bocciano”, se l’aumento slitta a marzo, si è lasciato inoltre andare il presidente Pietro Modiano, conversando con un membro del board, durante una pausa dell’assemblea.

A nulla sono valse le richieste dei vertici a Malacalza di rivedere, in occasione del voto, la propria decisione che era stata anticipata in un intervento in assemblea del proprio rappresentante.

L’effetto immediato dello stop è, intanto, la crescita dal 13% al 16% della cedola del bond , secondo il regolamento del prestito, e con costo annuo per la banca che sale a 51,2 milioni.

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