October 25, 2018 / 9:54 AM / a year ago

Agnelli: Juventus ora rispetta norme biglietti, no insinuazioni

TORINO (Reuters) - La Juventus rispetta alla lettera le procedure di vendita dei biglietti e non può consentire che ancora oggi la società venga associata al fenomeno del bagarinaggio.

Lo ha detto il presidente Andrea Agnelli che, aprendo l’assemblea degli azionisti all’Allianz Stadium, ha fornito un “doveroso chiarimento” dopo la puntata del programma televisivo ‘Report’, dedicata alla vicenda.

“Dopo i fatti in questione, Juventus rispetta oggi alla lettera le procedura di vendita e non può consentire che ancora oggi la nostra società possa essere associata al fenomeno del bagarinaggio”.

La società bianconera, ha ricordato Agnelli, è stata sanzionata dalla giustizia sportiva “per aver venduto biglietti in numero superiore a quanto previsto dalla legge Pisanu” e perché il responsabile della sicurezza del club bianconero “ha favorito l’introduzione di materiale non autorizzato al secondo anello di questo stadio in occasione del derby del 2014”.

Su quest’ultimo punto, Agnelli ha precisato che il responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo “non ha aiutato a introdurre striscioni ‘canaglia’ sulla tragedia di Superga”.

“Non lo dico io, lo prova la sentenza della corte federale d’appello del 22 gennaio 2018” ha aggiunto.

Gli autori dello striscione che offendeva le vittime della tragedia aerea che stroncò il Grande Torino, ha proseguito il presidente, sono stati individuati grazie alle immagini delle videocamere di sorveglianza messe a disposizione dalla società bianconera.

“Ogni altra affermazione è falsa e infondata e sarebbe ora che chi si esprime su questa circostanza tenesse conto dei fatti, delle prove e delle sentenze”, ha concluso Agnelli.

Il presidente bianconero è tornato sulla questione in conferenza stampa, attaccando ‘Report’. “Oggi si tenta nuovamente di fare spettacolo...si prova a spacciare per inedito una intercettazione già agli atti di qulle sentenza”, ha aggiunto Agnelli, riferendosi al dialogo tra D’Angelo e l’allora capo ultrà Raffaello Bucci.

Bucci, diventato poi responsabile dei rapporto con i tifosi del club bianconero, è morto suicida, evento su è in corso un’indagine giudiziaria.

“Come ho detto è una vicenda dolorosa per chi come noi collabora ogni giorno con le forze dell’ordine per mantenere sicurezza. Il dolore di questi fatti è forte è acuito dalla morte di Bucci”, ha proseguito il numero uno della Juve, che ha detto di voler “rispettare in silenzio il lavoro di chi indaga su questa vicenda”. Agnelli ha confermato la propria fiducia in D’Angelo, sottolineando come dagli atti emerga come “i responsabili dell’introduzione di quelli striscioni stanno altrove”.

Alcuni piccoli azionisti durante l’assemblea hanno incalzato i vertici della società perchè prendessero una posizione decisa contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta, che aveva messo le mani sul business della rivendita dei biglietti, nella curva dei tifosi bianconeri.

Nessun dipendente o dirigente Juventus è stato coinvolto nelle indagini e nei processi della giustizia ordinaria sulla vicenda.

(Elvira Pollina)

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