October 8, 2018 / 5:47 PM / a year ago

ESCLUSIVA - Ponte Genova, spedizioneri valutano causa dopo crollo

GENOVA (Reuters) - Spediporto, l’associazione spedizionieri corrieri e trasportatori di Genova, valuta la possibilità di fare causa ad Atlantia, se il gruppo dovesse essere riconosciuto responsabile del crollo del ponte Morandi.

Il governo accusa del disastro la controllata di Atlantia che gestisce il tratto autostradale interessato dal crollo, Autostrade per l’Italia (Aspi). Alcuni manager di Autostrade, la società stessa e alcuni funzionari del ministero dei Trasporti sono sotto indagine per omicidio colposo.

Aspi ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i controlli, condotti anche sotto la supervisione del governo, avevano mostrato che il ponte era sicuro. No comment da parte di Atlantia.

Spediporto è pronta a valutare anche un’azione legale contro il ministero dei Trasporti se sarà riconosciuto responsabile del collasso del viadotto. Il governo nega ogni responsabilità.

Spediporto, che rappresenta circa 330 spedizioneri genovesi, lamenta che dopo il crollo i veicoli pesanti siano obbligati a percorsi significativamente più lunghi per arrivare o lasciare il porto.

L’associazione teme inoltre che gli armatori possano scegliere rotte alternative perché i rallentamenti implicano ritardi superiori all’ora per le merci che escono o entrano nel porto.

“Abbiamo già allertato i nostri legali e stiamo raccogliendo i dati per vedere l’impatto della caduta del ponte”, spiega il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta.

La Camera di Commercio di Genova, secondo cui oltre 14.500 aziende sono state colpite dal crollo, è stata incaricata di raccogliere le valutazioni dei danni elaborate da aziende e attività imprenditoriali.

Entro stasera le imprese possono inviare le proprie stime per ottenere i contributi statali.

Il sondaggio ha come scopo primario aiutare le aziende a chiedere aiuti di Stato per i danni subiti ma al tempo stesso gli stessi dati potrebbero essere usati per una futura eventuale causa civile.

A venerdì la Camera aveva ricevuto le valutazioni di 1.400 aziende, ha detto la portavoce Anna Galleano.

Eventuali cause civili, anche se verosimilmente si concretizzeranno solo a distanza di mesi, potrebbero costituire un’ulteriore minaccia per Atlantia.

Dopo il crollo del ponte, la controllata Aspi aveva annunciato un piano di investimenti per la città di Genova da 500 milioni di euro, che includeva la ricostruzione del ponte in acciaio e aiuti alle famiglie colpite.

“Cifre complessive per i danni alle attività economiche e produttive coinvolte non è possibile farne in questo momento”, spiega a Reuters il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia. “Ma i 500 milioni, secondo me, si possono tranquillamente ipotizzare moltiplicati per quattro, fino a due miliardi”.

La causa civile dipenderà in ogni caso dagli sviluppi di quella penale.

Nel corso di una recente riunione a Genova, un funzionario dell’avvocatura dello Stato ha chiesto alle amministrazioni statali di mantenere traccia di tutti i costi aggiuntivi dipendenti dal crollo del ponte in modo da potersi rivalere su chi sarà ritenuto responsabile del crollo, due fonti hanno riferito.

(ha collaborato Francesca Landini)

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