September 26, 2018 / 12:10 PM / a year ago

Consulta boccia criterio indennità licenziamento Jobs Act e decreto Dignità

Un'operaia a lavoro. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - La Corte costituzionale boccia sia il Jobs act del Pd, che il decreto Dignità del M5s che ha mantenuto il testo, nella parte che fissa i criteri per assegnare l’indennità per i lavoratori licenziati senza giusta causa, ritenendoli troppo rigidi.

La Consulta, si legge in una nota, ritiene “illegittimo l’articolo 3, comma 1, del Decreto legislativo n.23/2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte - non modificata dal successivo Decreto legge n.87/2018, cosiddetto “Decreto dignità” – che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato”.

“In particolare, la previsione di un’indennità crescente in ragione della sola anzianità di servizio del lavoratore è, secondo la Corte, contraria ai principi di ragionevolezza e di uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli articoli 4 e 35 della Costituzione”, spiega la Corte.

Tutte le altre questioni relative ai licenziamenti sono state dichiarate inammissibili o infondate.

La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.

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