September 3, 2018 / 9:24 AM / 7 months ago

Giornalisti Reuters condannati a sette anni in Myanmar

YANGON (Reuters) - Un giudice del Myanmar ha condannato a sette anni di carcere due giornalisti Reuters per violazione del segreto di stato.

Il giornalista Reuters Wa Lone dopo il verdetto al processo. REUTERS/Myat Thu Kyaw

Il giudice del distretto nord di Yangon Ye Lwin ha detto che Wa Lone, di 32 anni, e Kyaw Soe Oo, di 28, hanno disatteso l’Official secrets act quando durante il loro lavoro hanno ottenuto e raccolto documenti confidenziali.

Il periodo di tempo che i due hanno già passato in detenzione da quando sono stati arrestati il 12 dicembre sarà detratto dalla pena, secondo quanto ha detto il giudice. La difesa potrà presentare appello in corte regionale e poi alla corte suprema.

I due giornalisti si sono dichiarati innocenti e avevano detto al giudice che la polizia aveva inserito alcuni documenti incriminanti tra quelli relativi alle loro ricerche sulle violenze nello stato di Rakhine.

Wa Lone e Ye Lwin hanno detto di aver ricevuto i documenti da due poliziotti in un ristorante pochi istanti prima che altri agenti li arrestassero.

Un testimone della polizia ha dichiarato che l’incontro al ristorante era una trappola per bloccare il lavoro dei giornalisti o punirli per il loro articolo sulle uccisioni di massa di musulmani Rohingya nello stato di Rakhine.

Diversi rappresentanti della libertà di stampa, le Nazioni unite, l’Unione europea e alcuni Paesi tra cui gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia avevano chiesto la liberazione dei giornalisti.

Il servizio di politica estera dell’Unione europea ha commentato che la sentenza “mina la libertà di stampa, il diritto del pubblico a essere informato e lo sviluppo del diritto in Myanmar”.

Wa Lone, dopo il giudizio, si è avvicinato alle persone venute al tribunale per supportarlo, dicendo di non preoccuparsi.

“Sappiamo cosa abbiamo fatto. Sappiamo di non aver fatto nulla di sbagliato. Non ho paura, credo nella giustizia, nella democrazia e nella libertà”, ha detto.

Anche Kyaw Soe Oo si è rivolto ai giornalisti.

“Quel che voglio dire al governo è che potrà imprigionarci, ma non può chiudere gli occhi e le orecchie delle persone”, ha aggiunto.

Il portavoce del governo Zaw Htay non ha risposto a domande sul verdetto. Ha già più volte rifiutato di commentare durante le diverse fasi del processo, facendo riferimento all’indipendenza dei giudici e alla fiducia nella giustizia.

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