August 28, 2018 / 10:34 AM / 3 months ago

Italia, fiducia imprese e consumatori giù, aumenta incertezza

MILANO/ROMA (Reuters) - Ad agosto è peggiorata la fiducia dei consumatori e delle imprese italiane, in un contesto di crescente incertezza cui contribuiscono le incognite sulla prossima legge di Bilancio e le tensioni sul commercio internazionale.

Secondo i dati diffusi stamane da Istat, l’indice di fiducia delle imprese è sceso a 103,8 da 105,3 di luglio. Il deterioramente è diffuso in tutti i settori, fatta eccezione per il commercio al dettaglio.

In particolare, si è rivelato superiore alle attese il calo della fiducia delle imprese manifatturiere: l’indice è infatti sceso a 104,8 da 106,7 di luglio, mentre la mediana delle stime suggeriva un discesa a 106,2. Quello di agosto è il dato peggiore da dicembre 2016.

L’affievolimento della fiducia del settore manifatturiero, il più votato all’export, spiega Paolo Pizzoli, economista Ing, “non è sorprendente, alla luce dell’accentuazione dei timori di una guerra commerciale”, dopo le misure protezioniste introdotte dagli Usa sulle merci cinesi, cui Pechino ha prontamente risposto.

Emergerebbero, dunque, i primi effetti indiretti dell’inasprimento dei rapporti commerciali tra due Paesi che sono partner dell’Italia, ma non è da sottovalutare, sottolinea Pizzoli, l’incertezza che circonda il quadro di finanza pubblica su cui si baserà la legge di Bilancio, banco di prova per il governo M5S-Lega.

Se il ministro dell’Economia Giovanni Tria continua a predicare prudenza, i due partiti di governo premono per realizzare le costose misure promesse in campagna elettorale (reddito di cittadinanza e flat tax su tutte), senza escludere la possibilità di sforare il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil.

Tria nelle scorse settimane ha anticipato al Sole 24 Ore che la stima di crescita per quest’anno sarà tagliata 1,2% da 1,5%, mentre per l’anno prossimo si prevede un ulteriore rallentamento a 1,1-1%.

“Sulla legge di Bilancio si naviga sostanzialmente al buio, il pericolo è che le imprese possano tirare i remi in barca sugli investimenti, con un impatto negativo sul Pil, anche perchè c’è il rischio possa aprirsi uno scontro aperto con l’Unione europea”, sottolinea Pizzoli.

La fiducia delle imprese attive nel settore servizi, che tipicamente riflette lo stato della domanda interna, è sceso a 104,7 da 105,9 di luglio.

D’altronde, sul fronte dei consumi, non arrivano segnali particolarmente incoraggianti: l’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 115,2 da 116,2, sotto le attese per una flessione a 115,9, restando comunque non distante dai massimi da inizio 2016 segnati in aprile.

Emerge, in particolare, un deciso peggioramento delle aspettative sulla disoccupazione (+24,4 da +12,9 di luglio).

Secondo Pizzoli, quest’ultimo è un elemento “da tenere d’occhio, perchè uno dei motori della ripresa è stato il recupero, pur limitato, dei consumi delle famiglie, parallelamente all’aumento dell’occupazione”.

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