June 7, 2018 / 4:24 PM / in a year

INTERVISTA - Banche, Bagnai (Lega): riforma Bcc va bloccata

ROMA (Reuters) - Il governo deve bloccare la riforma del credito cooperativo fino a quando le regole europee continueranno a penalizzare le banche italiane ignorando i fattori di rischio accumulati dalle banche di minori dimensioni in Germania.

Banche, Bagnai (Lega): riforma Bcc va bloccata. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo dice a Reuters il senatore della Lega, Alberto Bagnai, dopo che ieri il premier Giuseppe Conte ha annunciato modifiche alla disciplina riguardante Bcc e banche popolari.

L’esecutivo di Matteo Renzi nel 2016 ha varato una legge che forza le quasi 300 banche di credito cooperativo esistenti a confluire in tre holding: Iccrea, Cassa centrale Banca e l’altoatesina Raiffeisen.

Per effetto della riforma, dice Bagnai, Iccrea e Cassa centrale Banca saranno sottoposte alla vigilanza unica europea e dovranno quindi rispettare più severi requisiti patrimoniali. Le banche cooperative tedesche, invece, continueranno ad essere sotto il controllo delle sole autorità di Berlino e avranno maggiore libertà nella gestione del credito.

“Fino a quando questa asimmetria normativa non sarà rimossa, riteniamo più saggio non procedere ulteriormente con questa riforma”, spiega il senatore, indicato da fonti politiche come futuro sottosegretario all’Economia.

Già a inizio maggio Camera e Senato avevano approvato una mozione della Lega che impegna il governo a sospendere per 18 mesi il processo attuativo della riforma, che secondo Bagnai ridurrebbe al 13% la quota del settore bancario sotto vigilanza nazionale contro il 44% della Germania.

“Se il Single Supervisory Mechanism è una buona idea, la resistenza tedesca a cedere il controllo del proprio sistema bancario appare singolare”.

Bagnai sostiene la necessità di una discussione a livello europeo che porti a riconoscere l’importanza anche per l’Italia di banche ancorate al territorio sul modello tedesco.

Il sistema bancario italiano ha subito cambiamenti radicali da quando la Bce ha assunto la supervisione dei maggiori istituti europei a fine 2014.

A inizio 2016 Renzi ha varato un decreto che ha portato alla soppressione del principio ‘una testa un voto’ in quasi tutte le banche popolari con oltre 8 miliardi di attivi, con l’effetto di indebolire il potere dei potentati locali.

Il nuovo quadro regolamentare europeo, che imponge perdite ad azionisti e creditori subordinati in caso di salvataggi bancari, ha imposto perdite a migliaia di risparmiatori che hanno investito in obbligazioni subordinate di istituti in crisi come Veneto banca e Popolare di Vicenza.

Bagnai denuncia la “contraddizione” tra la politica ultraespansiva della Bce e l’imposizione di requisiti patrimoniali che frenano l’erogazione del credito.

“Abbiamo una politica monetaria espansiva e una politica creditizia restrittiva, un disastro per un paese come il nostro che deve ancora riprendersi completamente e ci sono già segnali che la ripresa stia perdendo slancio”.

Il senatore ricorda inoltre che le nuove holding avranno bisogno di raccogliere sul mercato 2,5 miliardi per rispettare i requisiti della vigilanza unica, mezzi che potrebbero arrivare da investitori stranieri.

“La riforma realizza quindi il duplice danno di allontanare dal territorio le Bcc (che diventeranno di fatto sportelli di grandi gruppi nazionali o internazionali) e di mettere in mano estera un altro pezzo di sistema bancario italiano”, dice.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below