February 13, 2018 / 2:53 PM / 9 days ago

INTERVISTA-Cottarelli contattato da Berlusconi e altri partiti, deciderà dopo voto

di Giulio Piovaccari e Luca Trogni

MILANO (Reuters) - L‘ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli si dice onorato delle proposte giunte da diversi partiti per una sua partecipazione al prossimo governo, ma al momento non ha ancora dato alcuna disponibilità.

“Credo che ogni italiano debba sentirsi onorato di servire il paese contribuendo all‘attività di governo, per cui ringrazio i partiti e movimenti che mi hanno contattato in proposito” ha dichiarato Cottarelli a Reuters.

“Tuttavia la partecipazione in un‘attività di governo richiede la condivisione di programmi concreti su cosa fare. Tale definizione non può che avvenire dopo le elezioni. Vorrei quindi chiarire di non aver dato nessuna disponibilità a nessuno schieramento politico a partecipare in qualunque forma a un nuovo governo” ha aggiunto l‘ex alto dirigente Fmi.

Oggi il leader del centro-destra Silvio Berlusconi ha detto di aver avuto la disponibilità di Cottarelli a partecipare al prossimo esecutivo.

Nell‘immediato il direttore dell‘Osservatorio sui conti pubblici critica i programmi elettorali dei maggiori partiti che, per sostenere l‘obiettivo comune di rientro del rapporto debito/pil, prevedono un quadro macroeconomico eccessivamente ottimistico.

“Gli approcci per la riduzione del debito sono molto diversi, anche all‘interno della stessa coalizione, ma sono accomunati da scenari macroeconomici molto ottimistici e dalla carenza di coperture per le iniziative di spesa e per la detassazione. Non si capisce quale sia la coerenza tra le misure che vengono annunciate e l‘obiettivo di riduzione del debito” stigmatizza Cottarelli.

Nel dettaglio l‘ex-commissario per la spending review sottolinea che i programmi prevedono il rialzo dell‘inflazione, propellente per il rialzo del Pil nominale e quindi aiuto al calo del debito/Pil, ma mantengono sostanzialmente fermi i tassi di interesse.

“Può essere che per 2/3 anni i tassi non risentano dell‘inflazione più alta, ma non certo per dieci, come si vede, ad esempio, nel programma del PD” commenta.

Né alcun partito, nel proprio scenario per il calo del debito, tiene conto che dal 2018 al 2020 è previsto un aumento del debito di 55 miliardi superiore a quello del deficit cumulato. Un pesante onere aggiuntivo legato a poste come i derivati e gli interessi sui buoni postali fruttiferi.

DEBITO

I paesi, come Svezia e Belgio, che hanno ridotto il debito di diverse decine di punti percentuali del Pil, hanno mantenuto un avanzo primario medio nell‘ordine di 4 punti percentali di Pil, il numero magico per il calo del debito evocato negli scorsi mesi anche dalla Banca d‘Italia.

“Forza Italia è l‘unico grande partito che si avvicina al rispetto dei vincoli europei con un avanzo primario che sale al 4% al 2022 e una riduzione del debito di 25 punti percentuali” spiega Cottarelli, rilevando però che queste cifre si inseriscono in un programma con grandi iniziative di spesa e con una detassazione che da sola incide per 64 miliardi sui conti pubblici.

Il Pd prevede per 10 anni un avanzo primario al 2% in linea con il valore attuale.

“Ha sostanzialmente una strategia dello status quo. Ma il programma per spese e tassazione è incoerente con l‘avanzo primario al 2%. Stimiamo mancate coperture per 1/1,5 punti percentuali di Pil”.

Per i Cinque Stelle Cottarelli rileva che l‘intenzione di ridurre il debito di 40 punti percentuali in 10 anni si unisce a quella di un deficit al 3%. “Ma quale tasso di crescita servirebbe perché il Pil nominale sia cosi alto da far calare il debito?” si chiede retoricamente.

MISURE

Che fare allora per migliorare i conti pubblici?

Le proposte di Cottarelli prevedono, con effetti nell‘arco di tre anni, la riorganizzazione dello Stato, la diminuzione del numero dei Comuni e della presenza dello Stato sul territorio, la rigorganizzazione delle forze di polizia.

“Si tratta di chiudere uffici e occuparsi del personale” avverte l‘ex-commissario della spesa.

Cottarelli ricorda poi due delicati capitoli di possibile intervento.

Quello degli sgravi fiscali a imprese e famiglie (solo quest‘ultimo costa 100 miliardi l‘anno).

E quello della previdenza, per il quale Cottarelli da commissario aveva proposto la riduzione delle pensioni sopra determinate soglie.

In tema di trasferimenti l‘ex commissario per la spesa ricorda che negli ultimi anni quelli a giornali, televisioni e cinema sono aumentati e non diminuiti.

Mentre, in alcuni settori come quello del trasporto pubblico locale, andrebbero aumentate le tariffe, accompagnando il provvedimento con sussidi per i bassi redditi.

Un messaggio chiaro per i partiti che stanno offrendo un futuro incarico a Cottarelli.

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