3 ottobre 2017 / 16:54 / 19 giorni fa

Ue verso riforma riscossione Iva, rischi per Amazon

(Reuters) - Domani la Commissione europea proporrà cambiamenti a sistema di riscossione delle tasse sul commercio nella Ue, in modo da colpire le frodi e mettere un freno all‘eccessiva pianificazione fiscale da parte delle aziende. La mossa potrebbe colpire Amazon, la compagnia americana di vendita online al dettaglio.

Il piano fa parte della campagna Ue per una più equa tassazione delle società, dopo le rivelazioni riguardanti molte compagnie che sfruttano scappatoie nel mercato unico europeo per pagare poche o nessuna tassa.

Le proposte probabilmente aumenteranno il carico fiscale per le società che operano nel mercato unico da un unico paese con basse aliquote Iva. Come Amazon, che è basata in Lussemburgo.

Una mossa del genere aumenterebbe i guai dell‘azienda americana in Europa, dove Amazon è già sotto inchiesta per un presunto accordo fiscale illegale in Lussemburgo.

Amazon è anche tra i giganti della tecnologia ai quali l‘Ue vuole imporre una più alta corporate tax, accusandoli di pagare troppo poco.

Nell‘agosto 2016, l‘Antitrust Ue ha ordinato a Apple di pagare 13 miliardi di imposte arretrate più gli interessi al governo irlandese.

In una bozza di documento che sarà pubblicata domani, Bruxelles proporrà che l‘Iva da pagare sui commerci transfrontalieri venga addebitata secondo il valore fissato dal Paese in cui si trova il compratore, piuttosto che dal Paese del venditore come prevede il regime attuale.

L‘obiettivo è ridurre le perdite miliardarie in termini di proventi fiscali che alcuni stati europei registrano ogni anno. Il cambio probabilmente servirà anche a eliminare gli incentivi alle aziende esportatrici a fare base in Paesi nei quali l‘Iva è più bassa.

“Se beni e servizi venissero tassati nello stato membro di destinazione, i produttori non avrebbero benefici significativi dallo spostamento in uno stato a Iva inferiore”, scrive la Commissione in un documento visionato da Reuters.

Secondo l‘esecutivo comunitario, le modifiche fiscali proposte renderebbero meno pressante il bisogno di armonizzare l‘Iva all‘interno dell‘Ue. A novembre saranno presentate nuove proposte per riformare l‘Iva, attribuendo agli stati maggiore autonomia nella fissazione delle aliquote.

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