29 settembre 2017 / 09:10 / tra 3 mesi

Italia, inflazione rallenta più di attese in settembre, freno da euro forte

MILANO/ROMA (Reuters) - Inflazione italiana in raffreddamento a settembre, per effetto dalla forte correzione delle tariffe del trasporto aereo e dei servizi ricreativi, fattori stagionali che s‘inseriscono però in un quadro generale dove -- nonostante la ripresa economica in atto -- non ci sono particolari segnali di pressioni sui prezzi.

Una fruttivendola in un mercato a Roma. REUTERS/Tony Gentile

Nel dettaglio, secondo i numeri preliminari diffusi stamane da Istat, l‘indice nazionale dei prezzi al consumo Nic ha segnato un calo di 0,3% su mese dopo +0,3% segnato in agosto, mentre le attese Reuters prospettavano una flessione di 0,1%.

Su base annua, l‘inflazione ha rallentato a 1,1% da 1,2% di agosto, mentre la mediana delle stime degli economisti prospettava una lieve acclerazione a 1,3%.

In frenata come da attese anche l‘indice dei prezzi al consumo armonizzato ai parametri europei Ipca, che su base annua si è attestato a 1,3% da 1,4% di settembre.

L‘inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi ha rallentato a 0,7% su anno da +1% in agosto. Al netto dei soli beni energetici l‘inflazione si è attestata a +0,9%, come nel mese precedente.

“E’ lecito aspettarsi una leggera risalita dell‘indice generale sia dell‘indice core il mese prossimo”, dice Loredana Federico, economista UniCredit, che per quest‘anno stima un‘inflazione media a 1,3%.

“Al di là delle volatilità mensile del dato, il fatto che l‘euro si sia apprezzato nei mesi estivi contiene i prezzi dei beni importati”, commenta Nicola Nobile, economista di Oxford Economics.

La valuta unica, apprezzatasi del 13% circa dall‘inizio del 2017 contro il biglietto verde, all‘inizio di settembre ha sfiorato quota 1,21 dollari, sui massimi da gennaio 2015

“Il picco dell‘inflazione di quest‘anno è già stato raggiunto e da qui alla fine dell‘anno ci manterremo su questi livelli. Nei primi mesi del 2018 l‘inflazione tornerà sotto l‘1%”, prosegue Nobile.

Secondo l‘economista, il contenimento dei prezzi contribuirà a sostenere in consumi interni, che quindi continueranno a dare il loro apporto alla ripresa dell‘economia, che dovrebbe quest‘anno crescere intorno all‘1,5%, secondo le stime del governo, il ritmo di brillante dal 2010.

Allargando lo sguardo all‘intera zona euro, l‘inflazione è rimasta fermo a 1,5%, mentre la mediana delle stime degli analisti prospettava una lieve accelerazione a 1,5% da 1,6% di agosto.

Secondo una nota di Morgan Stanley, il dato Eurostat è compatibile con l‘annuncio il mese prossimo di un‘ulteriore riduzione degli acquisti mensili del programma di quantitative easing, messo in piedi per ridare fiato all‘inflazione, ma Francoforte non indicherà una data definitiva per la chiusura degli acquisti asset.

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